Bologna, 28 mag – Cooperative o finanziarie con numeri da multinazionali? Domanda alla quale la bolognese Manutencoop sembra poter suggerire una risposta (la seconda): il colosso emiliano ha infatti deciso di uscire da Legacoop, storico raggruppamento della cooperazione “rossa”.
Lo strappo si è consumato nei giorni scorsi in occasione dell’assemblea dei soci, quando Manutencoop Società Cooperativa ha deliberato, si legge in una nota diffusa dalla stessa società, “il recesso da Legacoop che verrà esercitato nei termini previsti dallo Statuto della cooperativa, dallo Statuto di Legacoop e dalle normative in materia”. Manutencoop Società Cooperativa è la capogruppo che controlla Manutencoop Facility Management Spa (che poche settimane fa ha deciso il cambio di denominazione: si chiamerà “Rekeep”), realtà da un miliardo di fatturato e 16mila addetti, leader di mercato nella fornitura di servizi integrati per immobili, con un forte radicamento nel comparto sanità. E non solo, viste le recenti inchieste che l’hanno coinvolta da protagonista in una vicenda di spartizione degli appalti per la pulizia delle scuole.
Parliamo della terza cooperativa italiana in termini di dimensioni, destinata nei programmi della dirigenza anche ad un futuro sbarco in borsa. Cosa rimane quindi dello spirito cooperativo? Poco o nulla, forse l’aiutino (chiamiamolo così) fiscale. Anche su questi temi si è consumato lo scontro con Legacoop. Uno scontro che dura dagli anni ’90 e che ha visto contrapposti Claudio Levorato – da tre deceni alla guida di Manutencoop – e Pierluigi Stefanini, potente ras bolognese delle coop e attualmente presidente di Unipol. L’accusa rivolta ai secondi era di pensare troppo alla politica, mentre i primi hanno evidentemente già da tempo intrapreso la strada della finanza.
Filippo Burla

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