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Mosul, 12 apr. – Sembra che i jihadisti siano alle corde in Iraq. Stando a quanto afferma il Comando congiunto delle operazioni delle forze irachene ormai l’Isis meno del 7% dell’Iraq. Tre anni ne fa, all’apice del successo, controllava il 40%. Oggi il potere dello Stato Islamico si limita alle zone di Qaim, Tal Afar e Hawija, che tuttavia sono destinate a tornare sotto il possesso iracheno non appena Mosul verrà completamente liberata.

E da 52 giorni l’esercito iracheno e i terroristi dell’Isis stanno combattendo la battaglia di Mosul. Sembra imminente l’assalto nella Città Vecchia, che è ancora sotto il controllo dello Stato Islamico. da giorni ormai i combattimenti sono intensi, casa per casa, ma ancora nel cuore della città i jihadisti riescono a resistere e a respingere gli attacchi. La zona è ancora densamente popolata, si pensa ci siano ancora 400 mila persone dentro la città, e ai miliziani che si rifiutano di combattere, l’Isis ha cominciato a tagliare le orecchie. Fino ad ora si contano 33 disertori con l’orecchio mozzato.

Intanto è cominciato l’assalto alla moschea al-Nuri, la Grande Moschea di Mosul, posta nella zona ovest della città. Un luogo altamente simbolico per l’Isis. Qui infatti Abu Bakr al Baghdadi nel 2014 proclamò la nascita del Califfato e si autoproclamò Califfo.

E a proteggere l’avanzata dell’esercito iracheno nei palazzi attigui alla moschea sono stati posti i tiratori scelti. Finora le forze di Baghdad hanno distrutto circa il 60% delle reti di approvvigionamento e delle linee di difesa dello Stato islamico attorno alla moschea di Al Nouri. 5 jihadisti sono morti nell’attacco delle forze irachene condotto a sorpresa vicino al minareto Pendente di Hadabaa.

 

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