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Galantino Cei immigrati accogliere richiedenti asiloRoma, 12 apr – Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, è uno dei più grandi sponsor dell’immigrazione e della Grande Sostituzione dei popoli europei e non perde occasione per ricordarlo. Durante il rapporto annuale del Centro Astalli svoltosi ieri a Roma, Galantino ha spiegato la sua proposta per risolvere il problema della stragrande maggioranza dei richiedenti asilo a cui lo status di rifugiato viene negato: regolarizzarli tutti. Facile, strano nessuno ci avesse pensato prima. “E’ necessario aprire alla possibilità di un permesso di soggiorno umanitario anche per i numerosi diniegati che nei prossimi mesi arriveranno a quota 40 mila. Questo consentirà di evitare l’irregolarità delle persone”, ha spiegato Galantino durante l’evento romano, sottolineando come “in Italia non siamo di fronte a nessuna invasione” da parte degli immigrati, visto che il numero dei richiedenti asilo è di “3 ogni mille abitanti”.

Tutta la colpa dunque di questa presunta invasione sarebbe da addossare ai media, superando “l’informazione allarmistica e ideologica del fenomeno che dimentica il popolo dei migranti. Per i richiedenti asilo, in particolare, non siamo di fronte a un’invasione ma a una grande sofferenza del mondo”. Responsabilità anche da addossare alla politica, “che troppo spesso dimentica il popolo dei migranti, 5 milioni, per fermarsi ad esasperare alcuni casi”. In sostanza per monsignor Galantino bisognerebbe accogliere chiunque. Per farlo propone di cambiare le regole attuali:”E’ necessario dare una risposta più competente a chi fa domanda protezione, riformando le commissioni, ma anche aumentandone il numero per dare a tutti una risposta entro sei mesi come prevede la normativa”. Una riforma dei regolamenti dunque, tutta tesa a rendere più agevole l’accettazione della domanda di asilo e l’accoglienza sul nostro territorio.

Per monsignor Galantino opporsi all’immigrazione è semplicemente una cosa da “stupidi”, essendo un fenomeno epocale e ineluttabile. “Sarebbe ingenuo pensare che tutti questi spostamenti forzati di persone in fuga da guerre e conflitti e da cambiamenti climatici, sempre più numerosi, violenti ed imprevisti, non abbia una ricaduta anche in Europa e in Italia. Non saranno i controlli alle frontiere a fermare le persone in fuga, che sono state obbligate a spostarsi; né saranno sufficienti occasionali e sporadici corridoi umanitari non condivisi e costruiti dentro un sistema europeo”.

Davide Romano

3 Commenti

  1. Roma. Stamattina, in un percorso di 5 minuti, nell’ordine: vecchio islamico senza scarpe seduto per terra a scaccolarsi i piedi sul ponticello. Donna completamente velata, solo con gli occhi di fuori, che accompagnava bambinello probabilmente in Moschea in quanto era vestito da Madrassa. E’ tutta una montatura dei media.

  2. “Non saranno i controlli alle frontiere a fermare le persone in fuga”

    affermazione smentita in pieno dalla chiusura della rotta balcanica e conseguente grandissima riduzione del numero delle persone extra-comunitarie che attraverso quella entravano in europa.

  3. Certo, se andiamo a prenderli sulle coste libiche, altro che controlli alla frontiera! Una soluzione potrebbe essere questa: adibire le navi della Marina dei Paesi UE (stazionanti al largo della Libia) a centro di identificazione e rispedire indietro coloro che non hanno i requisiti. Se si rende difficile espatriare, verrebbero da noi solo coloro che veramente fuggono da guerre e persecuzioni. Eppoi, se la Chiesa fosse veramente quella che dovrebbe essere, si potrebbe tentare la conversione dei rifugiati, in modo che abbandonassero l’Islam, causa di tante sciagure. Ma il proselitismo è una solenne sciocchezza…

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