Roma, 30 dic — Pare sia ormai deciso, la pedofilia va sdoganata al pubblico, proponendo preferibilmente forme accattivanti, al limite del paraculismo, di questa devianza (per ora la si può chiamare ancora in tal modo): così, se il Washington Post recensisce entusiasticamente una commedia che parla di quattro pedofili condannati, focalizzando l’attenzione sulla loro sfera emotiva, il governo nazionale tedesco e il Senato di Berlino sostengono un’opera teatrale sui pedofili, pardon «persone attratte dai minori» (visto come cambia il linguaggio?) ivi descritte con toni comprensivi.

A Berlino va in scena la pedofilia

Intitolato A MAP’s Tale, lo spettacolo verrà presentato il prossimo febbraio al Theater unterm Dach di Berlino e narrerà le vicissitudini di un giovane di nome Adam, alle prese con il suo «problemino» di attrazione sessuale nei confronti dei bambini. Nella descrizione dell’opera, la pedofilia viene definita «disturbo della preferenza sessuale» e «orientamento sessuale», al pari di eterosessualità e omosessualità. Dulcis in fundo, la sinossi denuncia le «grossolane semplificazioni che attualmente modellano le nostre percezioni di tutti i Map, [persone attratte da minori, n.d.r.]». Il sottotesto è chiarissimo: noi bigotti con l’anima farcita di pregiudizi dovremmo sforzarci di comprendere l’esistenza dei pedofili.

Su cosa si basa lo spettacolo

Lo spettacolo è basato sulla storia vera di un pedofilo 16enne di nome Adam, che alcuni anni fa accettò di farsi intervistare dal giornalista Luke Malone. Malone pubblicò un articolo su Medium, nominato per il National Magazine Award for Public Interest 2014, con un titolo che lasciava ben poco all’immaginazione: «Hai 16 anni. Sei un pedofilo. Non vuoi fare del male a nessuno. Cosa fai adesso?», spiegando nei minimi dettagli come il ragazzo avesse iniziato a fruire di materiale pedopornografico fin dalla più giovane età. L’articolo descriveva come Adam si era sentito attratto dai bambini «dai 3 ai 7 anni e bambine dai 5 agli 8 anni» dall’età di 11 anni. Quando Malone gli aveva chiesto cosa trovasse attraente nei bambini, Adam rispose: «Corpo piccolo, gambe senza peli, sai, cose del genere … i piccoli genitali».

E’ stato proprio l’articolo di Malone a ispirare la stesura della sceneggiatura di A MAP’s Tale Nel suo tweet, Malone ha sottolineato entusiasticamente il sostegno sia del governo federale tedesco sia del Senato di Berlino: sulla homepage di A MAP’s Tale, infatti, viene visualizzato il marchio del programma culturale Neustart, che gode di finanziamenti governativi, insieme a quello del Senato di Berlino.

I pedo-orrori finanziati dal Senato di Berlino

Il Senato di Berlino può «vantare» inquietanti precedenti storici per quanto riguarda l’erogazione di fondi per finanziare progetti problematici: il più famigerato dei quali è noto al grande pubblico come Progetto Kentler. Correva l’anno 1969 e il sessuologo Helmut Kentler ricevette il sostegno del Senato di Berlino per lanciare un programma-pilota che collocava i bambini in affidamento nelle case dei pedofili, nel tentativo di provare la teoria secondo cui i pedofili potevano essere buoni padri adottivi. Kentler aveva teorizzato che l’attrazione del pedofilo per i bambini si sarebbe tradotta in una forte spinta a prendersi cura di loro. Il programma funzionò a pieno regime per 30 anni con il placet del governo. Gli abusi dei «genitori adottivi» pedofili nei confronti dei bimbi in adozione furono decine.

Cristina Gauri

 

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2 Commenti

  1. L’Occidente contemporaneo e le lobbies che ne influenzano le scelte(da una finestra di Overton all’altra) sono disgustosi, il vero male assoluto. Trascendono le ideologie novecentesche, siano essi i fascismi, i comunismi, i socialismi, etc ; sono qualcosa di completamente diverso e più pernicioso, la loro deriva nichilista va contrastata (anche se questi ,per gli antiglobalisti, sono più tempi da guerra di posizione che da controffensiva, purtroppo…).

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