Deir Ezzor, 8 set – Il ministro della guerra dell’Isis sarebbe stato ucciso dai russi. Il ministero della Difesa russo, ha infatti annunciato che in un raid aereo su Deir Ezzor, in Siria, Gulmurod Khalimov, è tra i 40 jihadisti che sono rimasti uccisi lo scorso 5 settembre. Su di lui pendeva una taglia, da vivo o morto, di 3 milioni di dollari.

Prima di diventare uno dei generali più importanti dell’Isis, Khalimov era stato investito dal governo del Tagikistan, suo Paese natale, del ruolo di comandante dell’unità OMON, una delle forze speciali con il compito di combattere il terrorismo islamista. A tal proposito venne addestrato dall’FBI che, insieme alla truppe speciali americane, lo istruì su nozioni, armamenti, intelligence, tattiche operative e metodi di comunicazione e guerre segreta. Come se fosse uno dei loro agenti impegnato al fronte. Solo che lui, dopo aver appreso tutte le nozioni necessarie per combattere l’Isis, ha cambiato casacca e si è arruolato nelle fila del Califfato. Khalimov era ritenuto uno dei migliori combattenti su cui l’Isis poteva contare, sia da Mosca che dalla Coalizione a guida americana.

Russia e Usa sono diventati i nemici giurati di questo ministro della guerra dell’Isis, che puntualmente sono stati minacciati mediante videomessaggi in cui prometteva di portare la guerra santa nei loro Paesi e di tornare in Tagikistan per instaurare uno Stato Islamico. In particolare, nei confronti degli Stati Uniti, ha espresso più volte gratitudine per averlo addestrato, promettendo di utilizzare le tecniche da loro apprese per massacrarli.

Non è la prima volta che Khalimov viene dato per morto. Già lo scorso mese di aprile di diffuse la voce che era stato ucciso in un attacco aereo nella parte occidentale di Mosul. All’epoca la notizia venne riferita dal Times, ma non venne mai confermata.

Anna Pedri

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