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Washington, 17 ago – “Il nostro obiettivo era combattere il terrorismo, non costruire una nazione”: così il presidente Usa Joe Biden prova a difendersi dalla condanna unanime per la disastrosa ritirata dall’Afghanistan. Con colpevole ritardo sugli eventi – i talebani hanno riconquistato il Paese annunciando la rinascita dell’Emirato islamico dell’Afghanistan – il comandante in capo Usa conferma che il ritiro delle truppe è definitivo. La difesa della sua decisione di ritirare le truppe, almeno per la stampa Usa, appare “sprezzante”. Rientrato dalle vacanze solo per fare il punto, il presidente dem liquida la fine della guerra più lunga della storia americana dicendo che non è affatto pentito della sua decisione. Anzi.



Biden difende il ritiro dall’Afghanistan: “Obiettivo era combattere terrorismo”

“E’ sbagliato chiedere ai soldati americani di combattere una guerra civile che l’esercito afghano non vuole combattere. Quante altre vite, vite americane, dovremmo sacrificare? Sarò chiaro nella mia risposta, non ripeterò gli errori del passato: restare e combattere indefinitamente non è nell’interesse nazionale degli Stati Uniti”. Il presidente Usa poi precisa quale fosse l’obiettivo nel Paese ora controllato dai talebani. “La nostra missione in Afghanistan non ha mai mirato a costruire una nazione. Non era previsto che creassimo una democrazia centralizzata e unita. Il nostro unico interesse rimane quello che è sempre stato: evitare un attacco terroristico sul suolo americano“.

“Abbiamo dato la caccia a Bin Laden e lo abbiamo ucciso”

Parole insomma che mirano a giustificare quanto accaduto nel Paese, dove in pochi giorni dal ritiro delle truppe Usa i talebani hanno vanificato decenni di intervento americano. “Siamo andati in Afghanistan quasi 20 anni fa con obiettivi chiari: colpire chi ci aveva attaccato l’11 settembre 2001 e assicurarci che al Qaeda non usasse l’Afghanistan come base. Lo abbiamo fatto. Non abbiamo mai smesso di dare la caccia a Bin Laden e lo abbiamo ucciso, dieci anni fa”, aggiunge.

Il presidente dem scarica tutto su Trump

Poi il presidente scarica tutto sul suo predecessore. “Quando ho assunto l’incarico, ho ereditato l’accordo negoziato dal presidente Trump con i talebani: le forze americane avrebbero dovuto lasciare l’Afghanistan il primo maggio 2021, 3 mesi dopo il mio insediamento. Le forze americane erano state già ridotte durante l’amministrazione Trump. La scelta che ho dovuto fare da presidente era rispettare l’accordo o prepararmi a combattere i talebani. Non ci sarebbe stato nessun cessate il fuoco dopo il primo maggio, non ci sarebbe stato nessun accordo per proteggere i nostri militari dopo il primo maggio, nessuna stabilità senza vittime americane dopo il primo maggio. Si trattava di rispettare l’accordo e arrivare ad un’escalation del conflitto, mandando migliaia di americani in Afghanistan per una guerra che sarebbe entrata nel terzo decennio”, chiarisce il presidente dem.

Il comandante in capo Usa punta il dito contro i leader politici dell’Afghanistan

Quel che è fatto è fatto, nonostante le durissime critiche ricevute anche dalla stampa Usa (oltre che dai repubblicani, con Trump che chiede le dimissioni di Biden). “Non cambio assolutamente idea rispetto alla mia decisione. Dopo 20 anni, ho imparato che non è mai il momento giusto per ritirare i soldati americani”. Poi punta il dito contro “i leader politici dell’Afghanistan” che “hanno lasciato il Paese”. Il presidente dem ammette che il Paese “è caduto più rapidamente del previsto“. “L’esercito afghano è collassato – prosegue -. Abbiamo speso oltre un trilione di dollari per addestrare e armare le forze afghane, incredibilmente equipaggiate e più numerose degli eserciti di molti nostri alleati Nato. Gli abbiamo dato ogni strumento, abbiamo pagato i loro stipendi, abbiamo garantito l’efficacia della loro aviazione, qualcosa che i talebani non hanno. Non abbiamo potuto dar loro la volontà di combattere per il loro futuro”, si giustifica ancora Biden.

“Presenza soldati americani non farebbe differenza”

“E’ sbagliato chiedere ai soldati americani ciò che gli afghani non farebbero. La presenza di soldati americani non farebbe differenza per un anno, 5 anni o 20 anni” se le forze armate afghane non sono disposte a combattere, ribadisce il presidente Usa. “Quante altre generazioni di figli e figlie americani avrei dovuto mandare per combattere la guerra civile afghana quando l’esercito afghano non vuole combatterla? Quante vite americane” bisogna sacrificare? “Io non ripeterò errori fatti in passato, con guerre combattute all’infinito” senza che ci fosse “un interesse americano” in gioco.

Quindi, il messaggio ai talebani: “Difenderemo il nostro popolo con forza devastante, se necessario”, dice Biden, assicurando che Washington risponderà in modo “veloce e potente” se i talebani attaccheranno cittadini americani in Afghanistan. Oppure cercheranno di interrompere il ponte aereo dall’aeroporto di Kabul, assediato dagli afghani che vogliono lasciare il Paese.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. […] Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 17 ago – I talebani annunciano una “amnistia generale” per tutti gli ex funzionari delle autorità afghane, che sono stati invitati a tornare a lavoro. “Un’amnistia generale è stata dichiarata per tutti”, si legge in un comunicato, “pertanto dovreste riprendere le vostre abitudini di vita con piena fiducia“. Così i talebani cercano di creare un clima di normalità a Kabul dopo la riconquista dell’Afghanistan grazie al ritiro delle truppe Usa. […]

  2. […] Roma, 17 ago – I talebani annunciano una “amnistia generale” per tutti gli ex funzionari delle autorità afghane, che sono stati invitati a tornare a lavoro. “Un’amnistia generale è stata dichiarata per tutti”, si legge in un comunicato, “pertanto dovreste riprendere le vostre abitudini di vita con piena fiducia“. Così i talebani cercano di creare un clima di normalità a Kabul dopo la riconquista dell’Afghanistan grazie al ritiro delle truppe Usa. […]

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