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Roma, 16 ago – “La guerra è finita“: la bandiera dei talebani sventola sul palazzo presidenziale di Kabul, l’Afghanistan è conquistato, rinasce l’Emirato islamico. Intanto i Paesi occidentali stanno evacuando in fretta e furia i propri cittadini. Ieri il presidente afghano Ashraf Ghani è fuggito in Tagikistan spiegando su Facebook che il suo ritiro è stato necessario “per evitare un bagno di sangue”. Allo stato attuale la situazione nella capitale appare sostanzialmente tranquilla, salvo i numerosi residenti in fuga verso l’aeroporto.



Afghanistan, l’annuncio dei talebani: “La guerra è finita”

Dopo vent’anni, dunque, i talebani dichiarano la fine della guerra in Afghanistan. “Oggi è un grande giorno per il popolo afghano e i mujaheddin. Sono stati testimoni dei frutti dei loro sforzi e dei loro sacrifici per 20 anni”, ha detto ad Al Jazeera TV Mohammad Naeem, il portavoce dell’ufficio politico dei talebani. “Grazie a Dio, la guerra è finita nel Paese“.

Rinasce l’Emirato islamico dell’Afghanistan

I talebani ripristineranno il nome che il Paese aveva prima dell’arrivo degli americani, vent’anni fa: Emirato islamico dell’Afghanistan. Il portavoce chiarisce: “Siamo pronti ad avere un dialogo con tutte le figure afghane e garantiremo loro la necessaria protezione. Non pensiamo che le forze straniere ripeteranno ancora una volta la loro fallita esperienza in Afghanistan“, sottolinea Naeem. I talebani non permetteranno a nessuno di usare le nostre terre per prendere di mira nessuno”, fa presente, assicurando però che ci sarà una transizione pacifica. I talebani hanno infatti ordinato ai mujaheddin di lasciare in pace i residenti. “Abbiamo raggiunto quello che cercavamo, che è la libertà del nostro Paese e l’indipendenza del nostro popolo“, conclude. Fonti vicine ai talebani intanto confermano che è stato concordato che il presidente Ghani, che si è dimesso, consegnerà il potere a un governo di transizione.

Aeroporto di Kabul preso d’assalto, sospesi tutti i voli commerciali

Dal canto loro, gli Stati Uniti rendono noto di aver completato l’evacuazione dell’ambasciata a Kabul e di aver preso il controllo del traffico aereo. “Tutto il personale si trova nei locali dell’aeroporto della capitale afghana, che è protetto dall’esercito Usa”, fanno sapere da Washington. Prosegue l’esodo degli stranieri dal Paese. Ieri sera è iniziato anche il rimpatrio degli italiani, il primo volo è in arrivo oggi pomeriggio a Fiumicino. Moltissimi anche gli afghani in fuga. Le truppe Usa hanno sparato colpi in aria all’aeroporto di Kabul mentre migliaia di afghani hanno cercato di salire a bordo degli aerei in partenza. Su Twitter ci sono diversi video, tra cui uno pubblicato dall’agenzia Tolo news, che mostrano numerose persone che corrono sulle piste dell’aeroporto e cercano di salire a bordo degli aerei. Tanto che tutti i voli commerciali sono stati sospesi, proprio per evitare ulteriori disordini in aeroporto.

Oggi il Consiglio di sicurezza Onu. La Russia non evacuerà la sua ambasciata

Oggi sulla questione afghana si riunisce il Consiglio di sicurezza dell’Onu. La Russia, dal canto suo, non evacuerà la sua ambasciata a Kabul. Fonti diplomatiche lo hanno fatto sapere all’agenzia stampa Ria-Novosti. “L’evacuazione dell’ambasciata non è in programma”, chiarisce Zamir Kabulov, inviato speciale di Putin per l’Afghanistan. “Sono in contatto con l’ambasciatore che sta lavorando e segue gli sviluppi degli eventi”. Secondo il diplomatico, i talebani avrebbero comunque garantito a Mosca la sicurezza della sede diplomatica. Lo stesso ambasciatore ha in programma un incontro con i talebani, rende noto l’ambasciata.

Adolfo Spezzaferro

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11 Commenti

  1. […] Tommaso Claudi che da subito (e anche da Di Maio) è stato appellato come “console”, tecnicamente è “Secondo Segretario nella Cancelleria Consolare”. E’ arrivato a Kabul nel gennaio del 2019 a Kabul nelle vesti di secondo segretario commerciale e tra pochi giorni compierà 31 anni il prossimo. Da giorni si impegna in prima fila per far sì che i cittadini afghani e gli italiani riescano a sfuggire dalla violenza dei talebani. […]

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