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Roma, 27 gen – Un aereo dell’Aeronautica americana è precipitato in Afghanistan, nella provincia orientale di Ghazni. Dovrebbe trattarsi di un jet Bombardier Global Express E-11A, usato per le operazioni di coordinamento militare e per mettere in comunicazione tra loro i sistemi radio. I talebani, che controllano l’area in cui è precipitato il velivolo, non hanno esitato a definirlo un “aereo della Cia”.

La rivendicazione dei talebani

In un comunicato firmato dal loro portavoce, Zabiullah Mujahid, hanno infatti scritto che “un aereo dell’intelligence del nemico è precipitato nell’area di Sado Khelo del distretto di Deh Yak, causando la morte di tutto l’equipaggio e di membri di alto livello della Cia. Il relitto e i corpi si trovano sul luogo dell’incidente”. Secondo i talebani nello schianto sarebbero deceduti “decine di ufficiali” americani. A sostegno di questa versione, sui profili social vicini al jihadismo afghano è stato pubblicato un video in cui un aereo distrutto. Sulla fiancata del velivolo si nota la stella dell’aeronautica militare statunitense, ma l’attendibilità del video è ancora da verificare.

Versioni contrastanti

Il numero delle vittime è tuttora ignoto, così come poco chiare sono le dinamiche dell’incidente. A prescindere però dall’implicita rivendicazione, non si può escludere che il jet sia stato abbattuto dai talebani, per quanto non risulta siano in possesso di tecnologie in grado di abbatterlo. In ogni caso fonti militari Usa avrebbero confermato alla Cbs che l’aereo precipitato era un E-11 dell’Air Force statunitense.

Mentre un portavoce del governo provinciale, Arif Noori, ha dichiarato alla stessa emittente americana che il jet si trovava in volo tra Kandahar e Kabul. Secondo Noori sul luogo sarebbero stati ritrovati i corpi dei due piloti. Le varie versioni sull’accaduto restano però contrastanti. Ehsanullah Amiri, corrispondente da Kabul del Wall Street Journal, ha detto ad esempio che l’aereo era di proprietà di un “contractor delle forze della coalizione” e a bordo vi erano “quattro stranieri” di nazionalità sconosciuta, tutti morti nello schianto.

Eugenio Palazzini

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