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Roma, 15 ago – Pochi giorni sono serviti alle milizie dei Talebani per conquistare, senza soluzione di continuità, una dopo l’altra le principali città dell’Afghanistan. E poche ore gli sono bastate, una volta cinta d’assedio Kabul, per conquistarla. Le stesse ore che sono intercorse tra l’appello del presidente Ashraf Ghani alla mobilitazione e le sue dimissioni.



L’Afghanistan adesso è in mano ai Talebani

I valichi di frontiera sono chiusi e controllati dai guerriglieri. L’unica via d’uscita dalla nazione è l’aeroporto della capitale, nel quale sembrano ripetersi le scene dell’operazione Frequent Wind quando, lasciato nel 1975 il Vietnam del Sud al suo destino, gli Stati Uniti abbandonarono Saigon in fretta e furia. Evacuazione in corso per tutte le rappresentanze diplomatiche, eccezion fatta per quella della Federazione Russa: “Abbiamo buone relazioni con Mosca e la nostra politica in generale è quella di garantire le condizioni di sicurezza per il funzionamento dell’ambasciata russa e di altre ambasciate”, ha affermato Suhail Shaheen, portavoce politico dei Talebani.

La situazione a Kabul, stando a quanto si apprende da testimonianze dirette, sembra comunque – al netto delle arterie stradali intasate da residenti in fuga – relativamente tranquilla. Almeno per il momento. Si apprende che è caduta senza colpo ferire anche la base, con annesso aeroporto, di Bagram (60 km a nordovest), per vent’anni centro nevralgico delle operazioni Usa e che gli americani avevano restituito all’esercito dell’Afghanistan non più tardi dello scorso 2 luglio.

Preso atto della sconfitta su tutti i fronti, il governo starebbe intanto lavorando per un passaggio di poteri il più pacifico possibile. Circostanza confermata dagli stessi studenti coranici, i quali avrebbero dichiarato di non voler ricorrere alla forza. Nonostante le velleità di resistenza, Ghani si è così dimesso per lasciare spazio ad un esecutivo di transizione. Questo potrebbe essere guidato da Ali Ahmad Jalali, già ministro degli Interni e ambasciatore in Germania. Le trattative, in presenza di una delegazione dei Talebani stessi, sono in corso in queste ore nel palazzo presidenziale.

Nicola Mattei

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