Roma, 20 feb – Se è ben noto il fatto che molti africani lasciano la loro nazione per cercare fortuna fuori dal continente nero, quello che è meno noto è che molti di loro emigrano in altri Paesi africani. Questo fenomeno non è affatto nuovo, ma negli ultimi anni il flusso è aumentato in maniera esponenziale, tanto da superare quello degli africani che arrivano in Europa, Asia e America.

Gli africani che emigrano in altri Paesi del continente nero

A spiegare bene questo fenomeno è un rapporto dell’International Organization for Migration (Iom), nel quale si sottolinea che tra il 2008 e il 2017 il numero di immigrati africani che è emigrato in altri Paesi africani è aumentato da 13,3 milioni a 25,4 milioni e apparentemente l’80% degli africani desidera rimanere in Africa. Questi dati ovviamente sono incompleti visto che negli ultimi cinque anni diversi Paesi del continente nero hanno visto le loro economie crescere e quindi hanno attratto un numero più alto di immigrati africani. Questo fenomeno è particolarmente evidente nell’Africa occidentale dove nazioni come Costa D’Avorio e Senegal attraggono immigrati dall’area francofona, e nell’Africa meridionale dove Sudafrica, Botswana e Namibia attraggono immigrati da tutta l’Africa.

L’Africa dei muri anti migranti

Ma come reagiscono i Paesi africani più ricchi a questo fenomeno migratorio?
Se alcuni li accolgono più o meno tranquillamente, altri tendono ad attuare politiche di respingimento piuttosto emblematiche, dettate in parte anche dalla contrarietà dei cittadini all’apertura delle porte. E’ il caso ad esempio del Sudafrica, dove ci sono state rivolte contro gli stranieri accusati di rubare il lavoro alla popolazione indigena e di portare criminalità. Ma il Sudafrica non è un caso isolato. La Guinea Equatoriale ha costruito un muro per tenere lontani gli immigrati provenienti dal Camerun, il Botswana ha realizzato una barriera al confine con lo Zimbabwe e la Tanzania ha espulso di recente i rifugiati del Burundi.

Giuseppe De Santis

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