Roma, 22 ott – C’è un fenomeno che attrae poca attenzione da parte dei mezzi di informazione italiani ed è quello dell’immigrazione intra-africana. Anche se nessuno ne parla sono sempre di più gli africani dei Paesi maggiormente poveri e poco sicuri che emigrano verso i Paesi del continente nero più ricchi. E’ quindi un fenomeno che andrebbe studiato perché con le giuste politiche di assistenza allo sviluppo potrebbe diminuire il numero di migranti che ogni giorno arriva in Italia dall’Africa.

I sudanesi che emigrano in Egitto: un fenomeno in crescita

Un esempio al riguardo sono i molti sudanesi che emigrano in Egitto. Al momento non ci sono dati attendibili riguardo al numero di cittadini del Sudan che ogni anno lasciano la loro nazione per recarsi nel confinante Egitto, ma si stima che siano almeno 1.500 coloro che ogni giorno prendono l’autobus per partire. E anche se qualcuno poi tenta di attraversare il Mediterraneo per arrivare in Europa, la maggioranza di essi resta in Egitto. Nella nazione nordafricana i sudanesi residenti, stando alle stime, sono intorno ai 4 milioni, ma il loro vero numero potrebbe essere più alto visto che molti arrivano clandestinamente.

A spingere i sudanesi a lasciare il proprio Paese sono la precaria situazione politica causata dal colpo di stato del 2019 e l’altissimo tasso di inflazione che sta impoverendo la popolazione, causando oltretutto una recessione che spinge molte imprese a chiudere e lasciare di conseguenza molte persone senza lavoro. Anche in Egitto c’è un alto tasso di disoccupazione, molto più basso però rispetto al Sudan e gli emigranti sudanesi riescono a trovare lavori umile nelle fabbriche oppure come lavoratori domestici. Guadagni miseri che consentono comunque di mandare soldi ai familiari rimasti in patria, senza contare che in Egitto i sudanesi possono ricevere cure mediche migliori.

Giuseppe De Santis

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