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Roma, 20 gen – Quando si parla di Tanzania la prima cosa che viene in mente sono i suoi parchi naturali e le montagne del Kilimangiaro. Non è un caso che le autorità locali stiano facendo molto per promuovere il turismo, con l’obiettivo di far arrivare almeno due milioni di viaggiatori nel 2020. Per quanto questo settore possa essere importante, da solo non è tuttavia sufficiente per far crescere l’economia e quindi si stanno anche intraprendendo politiche che puntano allo sviluppo di settore primario e industria.

Alto potenziale agricolo

La Tanzania ha un’economia ancora basata sull’agricoltura e, per tale motivo, il governo si è posto come obiettivo quello di far crescere la produzione di anacardi per portarla nei prossimi cinque anni a un milione di tonnellate all’anno. Al momento la produzione si aggira intorno alle 290mila tonnellate ed è concentrata in sole cinque province, con la prospettiva di estendere la coltivazione ad almeno 17 ed introducendo anche un metodo più trasparente per fissare i prezzi così da avvantaggiare i contadini.
Il raggiungimento di questi obiettivi influenzerà enormemente il mercato mondiale della frutta secca, visto che al momento la produzione mondiale di anacardi è di 3,3 milioni di tonnellate e quindi la Tanzania sarà in grado di controllare buona parte del mercato.

Fare della Tanzania un’economia semi-industriale

Nei piani di sviluppo della Tanzania non ci sono solo agricoltura e turismo ma anche il settore industriale: negli ultimi quattro anni, dei 15,75 miliardi di dollari di investimenti esteri almeno il 53% ha riguardato il settore manifatturiero, un dato significativo visto che il governo si è posto come obiettivo quello di trasformare la Tanzania in un paese semi-industriale per il 2025.
A tale proposito il Tanzania Investment Centre ha rilasciato dei dati emblematici: questi investimenti hanno interessato 1174 progetti  e creato 159.833 posti di lavoro diretti, di questi 626 riguardavano il settore manifatturiero mentre il resto sono stati nei servizi e nel settore minerario. Al fine di incentivarne l’afflusso, sono stati semplificati i passaggi burocratici e introdotto uno sportello unico.
Anche se il processo di incentivi è ancora alle prime fasi, gli effetti sulla crescita economica cominciano a farsi sentire. Secondo le stime della Banca Mondiale l’economia della Tanzania dovrebbe crescere nel 2020 del 5,8%, un dato in lieve aumento rispetto al 5,6% del 2019, mentre nel 2021 dovrebbe toccare il 6,1%. Questo è dovuto, oltre che agli incentivi per agricoltura e industria, anche ai piani del governo volti alla realizzazione di una nuova centrale idroelettrica e di una linea ferroviaria che migliorerà i collegamenti con altre nazioni, agevolando ancora di più gli investimenti e gli scambi commerciali.
Giuseppe De Santis

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