Roma, 11 giu – In Alabama è stata firmata una legge che prevede la castrazione chimica per chi ha abusato di minori di 13 anni. I condannati per violenza sessuale sui bambini saranno così obbligati, a loro spese, a iniziare la castrazione chimica un mese prima di essere scarcerati. Potranno interromperla soltanto quando una corte deciderà che il trattamento non sarà più necessario. Se invece l’autore dello squallido reato smetterà arbitrariamente di ricevere il trattamento, sarà in violazione della libertà condizionale e dovrà tornare in carcere. Lo “speciale” trattamento prevede l’assunzione di farmaci che inibiscono, fino a rimuovere totalmente, l’interesse sessuale.

Secondo la governatrice dello Stato americano, Kay Ivey, si tratta di “un passo verso la protezione dei bambini”. E’ il secondo provvedimento adottato dalla governatrice dell’Alabama, dopo quello sull’aborto che prevede forti restrizioni all’eventuale interruzione di gravidanza (vietata anche nei casi di stupro e incesto), che sta facendo discutere negli Stati Uniti e ha scatenato una ridda di polemiche anche a livello internazionale.

Il plauso di Salvini

Negli Usa non si tratta però di una novità assoluta. Altre leggi sulla castrazione chimica, obbligatoria o volontaria, esistono infatti in Florida, Iowa, Louisiana, Montana e Wisconsin. In Texas c’è invece una legge che prevede la castrazione chirurgica, mentre Georgia e Oregon hanno avuto leggi sulla castrazione chimica, che sono state però abrogate rispettivamente nel 2006 e nel 2001.

“In uno Stato degli Usa hanno approvato la castrazione chimica per chi violenta i minori di 13 anni. Un modo per prevenire altre violenze e intervenire su persone evidentemente malate, oltre che col carcere anche con una cura farmacologica. Sono convinto sia una buona pratica da adottare anche in Italia, come la Lega propone da anni”. Così il vicepremier Matteo Salvini ha commentato la legge adottata in Alabama.

Eugenio Palazzini

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