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Bruxelles, 10 nov – La Commissione europea accusa Amazon di aver abusato, in maniere illegali, della sua posizione commercialmente dominante online in Germania e Francia. Per l’Ue, infatti, Amazon potrebbe ricevere una multa da diverse miliardi di euro: “Amazon potrebbe avere usato su ampia scala dati sensibili di venditori indipendenti per competere contro di loro”.

Amazon avrà “settimane” per rispondere

La vicepresidente responsabile per la Concorrenza dell’Unione Europea, Margrethe Vestager, annuncia che il colosso di Jeff Bezos avrà “alcune settimane” per rispondere alle obiezioni della Commissione. Amazon avrebbe  utilizzato i dati dei venditori non pubblici per alimentare i propri algoritmi di vendita al dettaglio, in modo tale da decidere quali nuovi prodotti lanciare e il prezzo di ogni nuova offerta, ha affermato la Vestager.

“Amazon sembra falsare la concorrenza”

“Non mettiamo in discussione il successo di Amazon o le sue dimensioni, la nostra preoccupazione è la condotta aziendale molto specifica che sembra falsare la concorrenza”, ha aggiunto. La Commissione europea ha dichiarato nel luglio dello scorso anno di aver aperto un’indagine formale su Amazon per sondare il suo duplice ruolo di mercato e rivenditore. La Commissione ha esaminato accordi tra Amazon e rivenditori indipendenti e se i dati dei venditori vengono utilizzati in modo ingiusto dal gigante dell’e-commerce, che vende anche i propri prodotti. La Commissione ha affermato martedì che la sua opinione preliminare è che Amazon abbia violato le norme antitrust dell’Ue, ma che la sua indagine deve essere completata prima che vengano imposte sanzioni.

Negli Usa un simile procedimento per Google

Il modo in cui le grandi aziende tecnologiche utilizzano i dati e trattano i loro rivali più piccoli è diventato un punto focale per i regolatori su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il mese scorso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha accusato Google di soffocare la concorrenza per mantenere la sua potente posizione nel mercato della ricerca online e della pubblicità associata alla ricerca. L’Unione Europea è emersa come un campo di battaglia chiave per la tecnologia a causa delle sue rigide regole sulla protezione dei dati, l’incitamento all’odio, la tassazione e le questioni di concorrenza. I funzionari dell’Ue hanno una lunga esperienza nel colpire società tecnologiche statunitensi come Google con multe per miliardi e Amazon potrebbe subire la stessa sorte.

Ilaria Paoletti

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7 Commenti

  1. Norme anti Trust a trust avvenuti, norme per la Privacy quando la privacy è scomparsa, norme per i finocchi a finocchi cresciuti e pasciuti, ecc. ecc.
    Fin tanto che la economia e la finanza non vengono sottoposte ad opportune, stringenti, preventive leggi etiche, tutte le altre odierne sottostanti normative sono strumentali, di facciata, o, nella migliore ipotesi, tappabuchi insufficienti di un colabrodo.
    Che la finanza eroghi proporzionalmente di più ai più piccoli! Al posto di non erogare e addirittura poter succhiare tutto. E no, sarebbe come se il gatto si mangiasse la coda… E allora?! Tutti “vicentini” che è meglio.

  2. […] “Amazon fa concorrenza sleale alla nostra produzione nazionale e al nostro commercio non solo grazie alle restrizioni sanitarie e al regime di quasi monopolio in cui opera, ma anche con l’utilizzo improprio dei dati sensibili in suo possesso” si legge sulla pagina ufficiale delle Mascherine Tricolori “La Ue ha recentemente messo sotto accusa Amazon proprio per questo motivo, per aver abusato della propria posizione dominante per schiacciare i rivenditori più piccoli. C’è poi la questione fiscale: i giganti del web non hanno versato negli ultimi 5 anni ben 46 miliardi di dollari di tasse, mentre ne tengono ben 638 in paradisi fiscali”. […]

  3. […] “Amazon fa concorrenza sleale alla nostra produzione nazionale e al nostro commercio non solo grazie alle restrizioni sanitarie e al regime di quasi monopolio in cui opera, ma anche con l’utilizzo improprio dei dati sensibili in suo possesso” si legge sulla pagina ufficiale delle Mascherine Tricolori “La Ue ha recentemente messo sotto accusa Amazon proprio per questo motivo, per aver abusato della propria posizione dominante per schiacciare i rivenditori più piccoli. C’è poi la questione fiscale: i giganti del web non hanno versato negli ultimi 5 anni ben 46 miliardi di dollari di tasse, mentre ne tengono ben 638 in paradisi fiscali”. […]

  4. […] “Amazon fa concorrenza sleale alla nostra produzione nazionale e al nostro commercio non solo grazie alle restrizioni sanitarie e al regime di quasi monopolio in cui opera, ma anche con l’utilizzo improprio dei dati sensibili in suo possesso” si legge sulla pagina ufficiale delle Mascherine Tricolori “La Ue ha recentemente messo sotto accusa Amazon proprio per questo motivo, per aver abusato della propria posizione dominante per schiacciare i rivenditori più piccoli. C’è poi la questione fiscale: i giganti del web non hanno versato negli ultimi 5 anni ben 46 miliardi di dollari di tasse, mentre ne tengono ben 638 in paradisi fiscali”. […]

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