Roma, 2 mar – Settanta samurai giapponesi volontari per difendere Kiev dall’offensiva russa. Tra di loro ci sono 50 ex membri (in gran parte ufficiali) delle Forze di autodifesa del Giappone e anche due veterani della Legione straniera francese. Tutti hanno compilato la richiesta per andare a combattere con le forze di Kiev. Lo riporta il giornale giapponese Mainichi Shimbun, citando un’organizzazione di Tokyo.

Settanta samurai volontari nella legione internazionale a difesa di Kiev

Un portavoce dell’ambasciata ucraina in Giappone ha dichiarato di aver ricevuto chiamate da persone che “vogliono combattere per l’Ucraina”. La notizia è stata riferita anche dal Centro per le comunicazioni strategiche e la sicurezza delle informazioni dell’Ucraina su Facebook. “Samurai insieme agli ucraini”, scrive il Centro ricordando l’appello lanciato dal presidente Zelensky per formare una “legione internazionale” da opporre ai russi. Dal canto suo il governo giapponese ha invitato i suoi connazionali a cancellare i viaggi in Ucraina per qualsiasi ragione, un avvertimento ribadito oggi dal capo di Gabinetto, Hirokazu Matsuno, il quale ha detto di essere al corrente delle notizie sui volontari.

Anche 400 svedesi volontari nella legione internazionale contro i russi

Ma i volontari non arrivano solo dal Giappone. A poche ore dalla comunicazione ufficiale delle modalità di arruolamento, sono già circa 400 i cittadini svedesi che hanno espresso la propria disponibilità ad entrare nella legione internazionale contro i russi. Lo segnala oggi il quotidiano Stoccolma Svenska Dagbladet, che riporta le dichiarazioni di un coordinatore dei volontari. Ieri le autorità di Kiev avevano diffuso le istruzioni e i passi da seguire per gli stranieri che volessero arruolarsi in questo reparto, a iniziare dalla presentazione della richiesta – di persona, per telefono o per mail – alla rappresentanza diplomatica ucraina nel loro Paese.

Una cosa che non viene detta è che il governo ucraino intende pagare questi volontari, che quindi non sarebbero più tali. Tuttavia a sentire quanto riportato circa le motivazioni espresse nelle domande di arruolamento, in molti non vorranno alcun compenso.

Ludovica Colli

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