Milano, 2 mar — E’ in fase di studio il piano di accoglienza profughi ucraini della Lombardia: la Regione mira ad accogliere circa 100mila persone che potrebbero arrivare nei prossimi giorni. Lo ha annunciato dal presidente della Regione Attilio Fontana, intervistato su Radio24.

Attesi fino a 100mila profughi in Lombardia 

«Stiamo predisponendo un piano per la distribuzione dei profughi a livello regionale. Tenuto conto dei 55mila ucraini residenti in Lombardia», gli arrivi stimati sono «intorno ai 100mila», vale a dire «uno o due persone per ogni ucraino residente. Probabilmente saranno meno, però ci dobbiamo preparare per una evenienza di questo genere». La Regione fa sapere di avere predisposto gli ex Covid hotel e di avere fatto «una ricognizione anche delle case Aler», le strutture di edilizia popolare di proprietà della Regione «per capire se anche in queste possano individuarsi dei luoghi di accoglienza».

«Sarà possibile strutturare una convenzione tra la prefettura e i comuni per l’erogazione dei servizi che normalmente sono offerti nei centri di accoglienza straordinari governativi, vitto, alloggio, mediazione culturale, accompagnamento all’assistenza sanitaria», fa sapere la Prefettura di Milano. «In questo modo potrà esserci un orientamento coerente per un’accoglienza diffusa, atteso che la comunità ucraina a livello territoriale è piuttosto nutrita – sono oltre 20mila persone tra Milano e hinterland – ed è rappresentata prevalentemente da donne, che presumibilmente potranno richiamare i familiari in fuga dall’Ucraina». Allertate anche le Ong e le associazioni di volontariato del territorio.

Le stime complessive dei profughi ucraini in questo momento vedono circa 600.000 persone in fuga dal martoriato Paese, ma è evidente e inevitabile che col proseguire – e con l’inasprirsi – del conflitto questi numeri saranno destinati ad aumentare. In forza di una direttiva UE del 2001, ai cittadini ucraini potrà essere riconosciuto uno status speciale con un permesso di soggiorno valido un anno. Resta però da capire quali saranno i numeri di profughi allocati nei vari Paesi, vero punto dolente per quanto riguarda la prospettiva di lungo periodo. E’ evidente, infatti, che la distribuzione dovrà essere equa tra i vari Paesi della UE, anche per garantire condizioni di vita decenti ai profughi ed evitare ammassamenti e tendopoli, sul modello di quanto visto nel recente passato con l’Italia lasciata sola a fronteggiare sbarchi e migliaia di arrivi.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Scusate ma non ho capito.

    A una famiglia monogenitoriale e monoreddito italiana con un figlio danno 1 punto per non dargli zero (ergo la casa non l’avrà mai) nella graduatoria per l’assegnazione di case popolari.

    Un’invalida italiana ha avuto la casa popolare, spero grazie un po’ anche alla mia informazione
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2015/11/07/turbostellati/

    dopo aver presentato denuncia all’Arma che ha pure effettuato un sopralluogo per accertare la sua reale necessità.

    Dove c..·o le tiene Sala tutte ste case popolari che se le chiede un italiano non ne hanno mai??

    Scusate l’ignoranza 🙁

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