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Gaza, 6 apr – Non accennano a placarsi le violenze in terrasanta, dove nel corso di ulteriori proteste al confine meridionale fra la Striscia di Gaza e Israele l’esercito di Tel Aviv ha di nuovo aperto il fuoco contro i manifestanti, facendo almeno 3 morti e 250 feriti.
Le manifestazioni sono parte della “Marcia del ritorno”, organizzata da Hamas e corsa sui social, che proseguiranno senza soluzione di continuità fino al prossimo 15 maggio, anniversario della Nakva, quella che i palestinesi chiamano “la catastrofe”.
scontri gazaIl copione sembra ricalcare quanto già accaduto lo scorso 31 marzo, quando l’esercito israeliano aprì il fuoco per fermare quelli che considerava terroristi infiltrati nei cortei (ma l’Onu, sia pur con molta timidezza, parla di vittime per lo più disarmate), che nella giornata hanno radunato oltre 50mila persone. Quel giorno furono 16 i morti e 1400 i feriti. Tra le vittime di oggi anche un ragazzo appena più che adolescente, mentre anche un fotografo dell’agenzia Epa è dovuto ricorrere alle cure mediche. Le autorità israeliane stanno intanto chiedendo alla stampa di abbandonare la zona in previsione di ulteriori attacchi.
Salgono così a 21, fra morti durante le manifestazioni e altri, le vittime di questa nuova stagione di violenza. Una stagione che, vista la lunga mobilitazione annunciata da Hamas a Gaza, è destinata a durare ancora per molto e a far ulteriormente aumentare la triste conta.

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