Roma, 31 dic – Il petrolio rappresenta per l’Angola la principale fonte di ricchezza, ma questa dipendenza crea problemi perché un possibile calo del prezzo dell’oro nero espone l’economia a recessione. Per tale motivo le autorità angolane stanno puntando sulla diversificazione dell’economia incentivando gli investimenti nell’agricoltura, un settore dove l’Angola ha grosse potenzialità visto che molti dei suoi terreni sono incolti.

Così l’Angola punta sull’agricoltura

A tale proposito il governo di Luanda si è posto come obiettivo quello di produrre per il 2027 circa 6 milioni di tonnellate di cereali. Un traguardo che potrebbe essere raggiunto usando 673mila ettari di terra per produrre grano, 600mila ettari di terra per produrre riso, 400mila ettari per produrre soia e il resto per produrre mais. L’Angola dovrebbe impiegare circa 3 miliardi di dollari che verranno erogati dalla Development Bank of Angola, da utilizzare non soltanto per la coltivazione di cereali, ma anche per finanziare progetti legati alla pesca e all’allevamento di animali al fine di produrre carne e latticini.

Grazie a questi investimenti il governo di Luanda prevede una crescita del Pil del 3,5% per il periodo che va dal 2023 al 2027. Di questa crescita solo l’1% avverrà nel settore petrolifero, mentre il 4,6% sarà in altri settori tra i quali l’agricoltura.

Giuseppe De Santis

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