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Roma, 29 mar – Come in molte altre nazioni africane, anche in Angola sono tanti coloro che non dispongono di un collegamento stabile alla rete dell’energia. Questo impedisce alla nazione di crescere, visto che senza di essa non ci sono investimenti e non si creano ricchezza e lavoro.

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L’ampio programma di elettrificazione dell’Angola

Al momento solo un terzo degli angolani ha accesso all’energia elettrica, con picchi che arrivano al 90% nelle aree rurali. Una situazione per ovvi motivi non sostenibile. Da qui la scelta del governo di mettere in atto un piano per incrementare l’elettrificazione della nazione. L’obiettivo è quello di portare, entro il 2025, l’accesso alla rete almeno al 60% della popolazione. La Banca Mondiale e l’agenzia francese per lo sviluppo hanno prestato all’Angola 344 milioni di euro per collegare alla rete elettrica nazionale le regioni di Benguela, Huambo, Huila e Luanda, così da fornire energia a quasi 200mila famiglie. E’ prevista anche l’installazione di oltre 90mila lampioni per l’illuminazione delle strade.

Investimenti nel rispetto dell’ambiente

Il governo di Luanda non solo sta espandendo e modernizzando la rete nelle quattro province interessante dal progetto, ma sta lavorando per rendere più efficienti le tre società che si occupano di produzione, distribuzione e della trasmissione dell’elettricità. Per quanto riguarda la trasmissione, nello specifico, l’esecutivo intende intende espandere la rete elettrica da 2.850 a 15.600 chilometri su linee di 60, 220 e 400 kV. Al fine di ridurre gli effetti sull’ambiente i cavi saranno installati in modo da minimizzare il loro impatto. La nuova rete, inoltre, sarà configurata per prevenire il più possibile interruzioni causate da un eccesso di carico di energia. Evitando così i (già frequenti) blackout.

Non solo. Per il buon funzionamento della rete è anche importante avere personale qualificato: ecco perché una parte dei prestiti concessi sarà utilizzata nello specifico per formare e, al bisogno, riqualificare i tecnici che lavoreranno sull’estensione della stessa.

Giuseppe De Santis

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