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Roma, 7 feb – Almeno 170 persone disperse in Himalaya, dove un enorme pezzo di ghiacciaio è caduto in un fiume nel Nord dell’India causando un’esondazione. La polizia dello Stato dell’Uttarakhand non è ancora in grado di affermare con certezza numero di vittime e dispersi. E’ chiaro però che si teme una strage. Le immagini che arrivano dallo Stato indiano sono tanto impressionanti quanto scioccanti, con la massa d’acqua e detriti che superando una diga travolge due centrali idroelettriche, strade e ponti.



I fiumi esondati sono due, l’Alaknanda e il Dhauliganga. Stando a quanto riferito dal Times of India i morti sarebbero almeno nove. Secondo le forze dell’ordine indiane tra i dispersi vi sarebbero decine di operai che stavano lavorando alla costruzione della diga Rishiganga e a quella di Tapovan. Molti villaggi della zona sono stati evacuati, mentre i soccorritori hanno tratto in salvo 16 persone che erano rimaste intrappolate in una galleria. Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha definito quanto accaduto un “disastro”, contattando immediatamente il governatore dell’Uttarakhand e la Protezione civile. “La buona notizia – scrive su Twitter il governatore, Trivendra Rawat – è che i livelli dell’acqua dell’Alaknanda sono tornati alla normalità”.

India, lo Stato dell’Himalaya teatro di disastri naturali

Non è però la prima volta che in Uttarakhand si verificano disastri naturali piuttosto drammatici. Nel 1991 un terremoto di magnitudo 6,8 provocò la morte di 768 persone, distruggendo migliaia di case. Sette anni dopo, nel 1998, una valanga travolse il villaggio di Malpa, uccidendo 255 persone. E ancora: nel 1999 un altro terremoto uccise più di 100 persone, nello stesso distretto di Chamoli colpito oggi dalle esondazioni. Infine nel 2013 si verificarono diversi smottamenti e crolli di edifici in seguito a un improvviso aumento delle precipitazioni un mese prima del previsto arrivo del monsone. Il bilancio fu terrificante: circa 7mila persone tra vittime e dispersi, molti dei quali in pellegrinaggio verso la sorgente del Gange.

Alessandro Della Guglia

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