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Roma, 1 feb – Uno dei problemi dell’Africa risiede nel fatto che molte nazioni sono costrette a importare larga parte dei prodotti agricoli di base, il che, oltre a costare sensibilmente in termini di valuta pregiata, le rende anche vulnerabili a carestie. Per questo, negli ultimi anni i vari governi hanno tentato in vari modi di stimolare la produzione agricola, cercando di raggiungere l’autosufficienza alimentare. Alcuni di essi sono vicini a raggiungere questo traguardo: è il caso dell’Angola.

Grano e farina: autosufficienza made in Angola

L’Angola esporta petrolio ma importa grandi quantità di derrate agricole, che consumano importanti somme di (scarsa) valuta pregiata, nonostante la presenza di enormi appezzamenti di terreno ad oggi non coltivati. Una situazione insostenibile, per tale motivo il governo ha varato una serie di politiche volte, da un lato, ad aumentare la produzione di grano per coprire l’intero fabbisogno interno, dall’altro a costruire nuovi mulini per trasformare il grano in farina. Queste politiche stanno danno i loro frutti visto che, nel medio termine, l’Angola ha ottime possibilità di raggiungere l’autosufficienza nella produzione del pregiato cereale.

Secondo i dati forniti dal ministero per il Commercio e l’industria, l’Angola ogni anno consuma 600mila di tonnellate di farina e i nuovi mulini in costruzione, una volta entrati a regime, permetteranno di portare la produzione di farina dalle attuali 420mila a 840mila tonnellate all’anno.

Costruire nuovi mulini è però inutile se non si aumenta contemporaneamente la produzione di grano. Per tale motivo il governo si è posto come obiettivo quello di portare la produzione di grano a un milione di tonnellate all’anno. Gli strumenti pensati allo scopo riguardano l’utilizzo di nuove sementi e nuove tecnologie, con la produzione che dovrebbe concentrarsi nelle provincie di Huambo, Bie’, Malanje, Huila, Benguela e Cuanza Sul dove le condizioni climatiche sono adatte per questo tipo di coltivazione.

I casi di Ghana e Nigeria

Quello dell’Angola non è un caso isolato visto che sono molte le nazioni africane impegnate nella strada verso l’autosufficienza alimentare. I casi più degni di nota sono quelli di Ghana e Nigeria.

Il Ghana, con il recente varo del piano denominato “Planting for food and jobs” per stimolare il suo settore agricolo, adesso è molto vicino a raggiungere l’autosufficienza nella produzione di riso e soia, due fra i prodotti più consumati dai ghanesi.

Per quanto riguarda la Nigeria, il governo sta cercando di diventare autosufficiente nella produzione di riso e lo sta facendo non solo vietandone l’importazione da altri Paesi, ma anche stimolandone la produzione e per questo ha coinvolto anche imprenditori privati come il magnate Aliko Dangote.

Giuseppe De Santis

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