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Roma, 21 giu – In un suo recente articolo del 3 giugno 2020, “Non sono gli antirazzisti a ribellarsi, ma i sorosiani”, pubblicato su varie riviste politologiche del nazionalismo russo, Igor Druz, ideologo della cosiddetta “controrivoluzione russa”, nonché uno dei punti di riferimento della nuova destra panrussa si sofferma sul movimentismo “Antifa”. Senza troppi giri di parole, gli antifascisti sarebbero un esercito del terrore del deep state, sul modello già sperimentato dei terroristi islamici. Il sistema della sinistra globalista si ribellerebbe così al conservatorismo popolare trumpiano con ogni mezzo e strumento, facendo anche ricorso a quelle stragi di massa e a quella logica del terrore che, da Cromwell a Lenin passando per Robespierre, costituirebbe la quintessenza di ogni sinistra radicalista.

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L’obiettivo immediato sarebbe impedire qualsiasi dialogo tra Russia e America basato sulla concreta opposizione al terrore globalista. La Russia è al centro di ogni prospettiva di equilibrio geopolitico internazionale e diluizione delle tensioni globali, come si è visto in medio oriente, motivo per cui l’elitismo guerrafondaio del Pentagono e dei Dem punta ora a destituire il negoziatore non bellicista Trump mediante una struttura permanente del terrore degli “Antifa”.

Quegli strani legami tra Antifa e terrorismo islamico

Il conflitto del secolo, secondo la destra nazionale russa, non sarà geopolitico o di civiltà ma interno alle varie nazioni o continenti: conservatori versus progressisti. Per Druz “l’America Rivoluzionaria Colorata post Trump sarà qualcosa di veramente mostruoso”. Secondo Edward Klein, autore nel 2017 del documentatissimo saggio “All Out War”, la collusione antitrumpiana tra Isis, al-Qaeda ed Antifa è in movimento da anni. Rivela che l’Fbi avrebbe inviato una task force in Germania per riferire su gruppi radicali che avevano in programma di protestare con attentati con gas tossici contro la partecipazione dell’inquilino della Casa Bianca al vertice G20 ad Amburgo.

L’inchiesta ha stabilito che gruppi antifascisti con sede negli Stati Uniti avevano viaggiato in Germania e preso parte al tentativo. È stato inoltre dimostrato che tre personaggi chiave di un gruppo antifascista di Oakland si sarebbero incontrati ad Amburgo con un membro di Al Qaeda. L’origine del movimento Antifa porterebbe alla regia del servizio britannico MI6, che avrebbe utilizzato in tale direzione, subito dopo la riunificazione della Germania, una fazione del fronte terrorista della Rote Armee Fraktion. Non a caso, il primo slogan conosciuto del movimento Antifa fu quello “Bombardiere Harris fallo di nuovo!”. Harris fu il maresciallo del comando bombardieri della Royal Air Force che ormai anche la storiografia britannica libera dai pregiudizi definisce “Butcher Harris” per i suoi inauditi e gratuiti crimini contro il popolo tedesco nel corso della Seconda guerra mondiale.

Mikhail Rakosi

6 Commenti

  1. È una tesi condivisibile, in Italia se gran parte del movimento antifa proviene dall’area dei centri sociali e della sinistra radicale è pur vero che lo sviluppo di questo ambiente negli ultimi 15 anni deve aver avuto sponsor anche di altro genere!

  2. Da sempre la sinistra rappresenta menzogna, vigliaccheria,codardia, libertà di spaccio nei presunti centri sociali,sovversione della famiglia intesa come rapporto eterosessuale e conseguente formazione di una cloaca globalista amedoide in cui il maschio bianco etero e la donna indipendente occidentale devono scomparire ……….un piano di sostituzione razziale e razzista ad opera di africani invasori, islamici jadisti e frociame vario sinistro sotto là sigla di un pseudo movimento antifa……da vomito, per essere antifascisti questi conigli parassiti e simbionti dovrebbero mostrare coraggio ed uscire dalla loro tana protetta dalla sinistra globalista

  3. Chiaramente la sinistra e l’antifascismo opera esclusivamente al servizio delle multinazionali e dei potentati. E’ una storia che va avanti da decenni.

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