Roma, 23 nov — I dettami genderfluid fanno il loro ingresso nel vocabolario francese sotto forma di pronome neutro, suscitando un vespaio di polemiche. E’ questa l’«ideona» del Petit Robert, il più popolare vocabolario d’Oltralpe, che ha inserito ufficialmente il pronome di nuova invenzione iel, pensato «per riferirsi ad una persona di qualunque genere» andando oltre il maschile il e il femminile elle. Un regalino ai genderfluid e no gender che cambiano identità e percezione di loro stessi a seconda del piede che appoggiano per terra quando si alzano dal letto al mattino.



Arriva il pronome neutro genderfluid

Da politici e parecchi esponenti del mondo accademico si è levato un coro di critiche. François Jolivet, deputato di La République En Marche (il partito del presidente Emmanuel Macron), ha sonoramente sporto le proprie lamentele all’Académie Française, condannando «questo precursore dell’arrivo dell’ideologia woke, distruttrice dei nostri valori», aggiungendo che «questo tipo di iniziative finisce per sporcare la lingua e dividere chi la usa», presentandosi come «strumento d’inclusione». Va evidenziato che appellarsi all’Académie potrebbe avere conseguenze reali nel caso di un pronunciamento formale. L’istituto ha infatti la facoltà di deliberare ufficialmente sulla lingua francese. Tutte le comunicazioni pubbliche, inclusi i media, devono adeguarsi alle decisioni prese in merito. Anche Jean-Michel Blanquer, ministro dell’Educazione, sottolinea che queste derive «non fanno parte del futuro della lingua francese».

I linguisti insorgono

Fanno loro eco parecchi linguisti francesi, che bocciano la novità introdotta con il pronome neutro in quanto ignorerebbe (o vorrebbe nascondere) il fatto che «il genere grammaticale costituisce parte integrante della struttura del francese, proprio come le altre lingue romanze che derivano dal latino (come l’italiano)». Bernard Cerquiglini del dizionario Larousse, definisce «inutile» il nuovo termine: «In francese, il maschile copre il generico. Ha sempre funzionato così sin dai tempi del latino volgare».

Il regalo inclusivo

A difesa della decisione di introdurre il pronome neutro, il Petit Robert ha spiegato di volersi tenere al passo con i «tempi linguistici». Marie-Hélène Drivaud, la direttrice editoriale del dizionario ha dichiarato al Telegraph: «Ii nuovi termini rispondono ad un bisogno». E ha aggiunto: «È il caso del termine iel. La lingua francese è una lingua di genere (cioè dove le parole cambiano a seconda del genere, ndr) e devi scegliere il tuo campo, ‘lui’ o ‘lei’. Alcune persone non vogliono fare questa scelta e hanno trovato questa soluzione; che sia buona o meno non sta a noi giudicare. Noi siamo qui semplicemente per riconoscere un utilizzo».

Trionfa Lee Ferrero, dell’associazione transgender marsigliese Transat: «La lingua è l’origine dell’esistenza delle cose, quindi immaginiamo una situazione dove l’identità di qualcuno non è esprimibile, una situazione dive uno non può comunicare in modo semplice ed essere compreso quando parla di sé. Questo smuoverà le cose».

Cristina Gauri

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