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Roma, 14 mar – Nonostante la guerra stia ancora dilaniando la Siria, ormai entrata nell’undicesimo anno di devastazione, le priorità di alcune associazioni occidentali sembrano essere decisamente surreali: è il caso dell’indagine aperta in Gran Bretagna a carico di Asma Assad, 45 anni, consorte del presidente siriano Bashar, denunciata da una associazione, Guernica 37. Asma Assad è accusata di aver “sostenuto e incoraggiato il terrorismo” in Siria e per aver istigato l’esercito siriano a compiere “violenze e atrocità”.

La polizia metropolitana della capitale inglese ha aperto infatti un fascicolo di indagine subito dopo la presentazione della denuncia. Questo perché Asma Assad è cittadina britannica, nata a Londra da cittadini siriani e cresciuta nella City, e trasferita in Siria solo dopo il matrimonio con Bashar.

La accuse ad Asma Assad

Nel corso delle ultime settimane alcuni osservatori internazionali avevano sottolineato l’enorme accrescimento del potere della first lady siriana. Curiosa coincidenza, la rivelazione dell’indagine arriva a poche ore di distanza dalla rivelazione della positività al coronavirus sia di Asma che del marito. Guernica 37, una associazione di diritto internazionale attiva nella tutela dei diritti umani, accusa con un proprio dossier Asma di aver sostenuto le forze armate siriane, le quali avrebbero, a detta di Guernica,  “perpetrato stragi, atrocità varie e avrebbero preso di mira scuole e ospedali”.

La solita narrazione da “caschi bianchi”

In pratica, la solita narrazione da ‘caschi bianchi’ acutissima nel rilevare e rivelare i crimini, veri o presunti, del legittimo governo siriano. Stranamente cieca e silente, invece, nell’analizzare le atrocità dei ‘ribelli moderati’ che hanno messo a ferro e fuoco il Paese negli ultimi dieci anni. D’altronde, che una First Lady si profonda in parole di elogio e di conforto per le proprie truppe appare davvero scontato. Come questa si possa tradurre in apologia dei crimini contro l’umanità resta un mistero.

Asma Assad potrebbe perdere la cittadinanza britannica

Eppure nulla sembra scalfire le convinzioni degli attivisti di Guernica 37, i quali accusano le forze armate siriane anche di ingente uso di armi chimiche. Toby Cadman, leader della associazione, parlando al Times ha dichiarato: “Il nostro team legale a Guernica 37 ha indagato attivamente sulla questione per diversi mesi e di conseguenza ha presentato due comunicazioni riservate al comando antiterrorismo del servizio di polizia metropolitana (SO15). È importante che mentre ci avviciniamo al decimo anniversario del conflitto in Siria, ci sia un processo efficace volto a garantire che i responsabili siano ritenuti responsabili”.

Secondo Cadman la first lady avrebbe anche ingenerato un raffinato sistema di propagando volto alla commissione di crimini contro l’umanità. “Una tale campagna ha avuto un effetto devastante e destabilizzante in Siria e ha portato a prolungare il conflitto” dice, piuttosto genericamente, Cadman. Come a dire che la colpa della mancata fine della guerra sia attribuibile ad Asma Assad. La first lady, laddove ritenuta colpevole, potrebbe perdere la cittadinanza britannica.

Cristina Gauri

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