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Roma, 1 mar – Anche l’India ha un vaccino prodotto in casa. Il premier Narendra Modi ne ha ricevuto oggi una dose e punta ad accelerare la campagna di immunizzazione nel secondo Stato più popoloso del mondo. “E’ notevole come i nostri medici e scienziati abbiano lavorato in tempi rapidi per rafforzare la lotta globale contro il coronavirus”, scrive Modi su Twitter, pubblicando una foto mentre viene vaccinato in una clinica della capitale New Delhi. “Rivolgo un appello a tutti coloro che possono essere vaccinati. Insieme, rendiamo l’India libera dal Covid!”, cinguetta il premier indiano.



India, la più grande fabbrica di vaccini

Con circa 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, l’India è un continente nel continente asiatico. Eppure, a differenza dell’Europa e nonostante abbia registrato il maggior numero di casi al mondo di Covid dopo gli Stati Uniti, non si ritrova un problema di dosi di vaccino a disposizione per la popolazione. Perché sempre dopo gli Stati Uniti, l’India è il più grande produttore mondiale di vaccini contro il Covid. Il Serum Institute, con sede a Pune, è la più grande azienda produttrice di vaccini al mondo – non solo contro il Covid – e ha ottenuto la licenza per la produzione di quello targato AstraZeneca. Serum arriva a produrre circa 1,5 miliardi di vaccini all’anno. Capacità che punta a potenziare ulteriormente, arrivando a produrre 2,5 miliardi di dosi di vaccino all’anno.

Sempre in India è presente un’altra azienda, la Bharat Biotech, che ha fatto sapere di essere in grado di produrre 700 milioni di dosi del suo vaccino contro il Covid: il Covaxin. Grazie a questa enorme capacità di produzione, in India la campagna di vaccinazione difficilmente troverà intoppi. Ma non è tutto, perché sempre in virtù dell’ampia disponibilità di dosi, il governo di Nuova Delhi ha già provveduto a fornire vaccini a molte altre nazioni asiatiche, sia tramite donazioni che attraverso appositi accordi commerciali. Più di 16 milioni di dosi a 17 Paesi diversi. Tra questi: Bangladesh, Nepal, Sri Lanka, Afghanistan e Myanmar.

India, crollo dei contagi senza vaccinazione di massa

Non è tutto, perché si può dire che in India una vera seconda ondata di coronavirus non è mai arrivata. Anzi, nell’ultimo mese si è verificato un crollo evidente dei contagi senza vaccinazione di massa. Ciò non significa che nella nazione asiatica sia stata raggiunta l’immunità di gregge come ventilato da molti. O almeno non in tutta l’India. Stando però a uno studio del Council of Medical Research indiano, in alcune zone il numero di persone considerate immuni è piuttosto significativo. Fattore dovuto all’alta percentuale di contagiati raggiunta sino ad ora, soprattutto nelle grandi città. Ad esempio a Nuova Delhi circa il 50% dei residenti, a Mumbai il 60%, a Pune l’80% e a Calcutta tra il 30 e il 40%.

Eugenio Palazzini



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1 commento

  1. A Kolkata (16 m) con i microrganismi b/n ci convivono alla grande, non come “noi” che quando arriviamo lì ci caghiamo sotto letteralmente! Sono capaci, soprattutto i beoti turisti tedeschi, solo di far smorfie di disappunto verso le svastiche poste ovunque!
    Un viaggio a Calcutta lo consiglio a tutti…. per disciullarsi!! E finirla di annegare in un bicchiere.

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