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Roma, 1 mar – Dose unica per vaccinare prima e di più: Mario Draghi vuole porre rimedio al caos vaccini creato dal commissario straordinario Domenico Arcuri (sostituito dal capo della Sicurezza Franco Gabrielli) e bypassare le regioni con un piano nazionale affidato alla Protezione civile. Priorità ad anziani e più fragili, una sola dose considerata sufficiente per chi ha già fatto il Covid. Su questi due binari si procederà in modo più ordinato e spedito. Anche perché per Draghi arriva la sentenza della Consulta: la lotta alla pandemia è competenza esclusiva dello Stato.



Dose unica del vaccino per chi ha già fatto il Covid

Il nuovo piano vaccinale – se dovesse esser ufficializzata la linea della dose unica a più persone possibile – viaggerà in parallelo con le vaccinazioni “di settore” già avviate, come quelle del corpo docenti, dei militari e delle forze dell’ordine nonché degli altri servizi pubblici essenziali. Anche perché per loro si usa il vaccino AstraZeneca, che non può essere utilizzato per le persone che hanno più di 65 anni. Per adesso dunque la strategia della dose unica vale solo per chi ha già sviluppato il Covid-19 ed è guarito. Per queste persone, che presentano già gli anticorpi, una sola dose di vaccino è sufficiente.

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I poteri dovrebbero passare da Arcuri al capo della Polizia e sottosegretario alla Sicurezza Gabrielli

Sul fronte della macchina organizzativa, i poteri dovrebbero passare dal commissario Arcuri a Franco Gabrielli, capo della Polizia e sottosegretario con delega alla Sicurezza, che già da oggi potrebbe ricevere la delega per la gestione della pandemia. Nel ruolo chiave sarà affiancato dal nuovo capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, che gestirà la somministrazione delle dosi. La doppia dose dovrebbe rimanere per personale sanitario (che in gran parte ha già peraltro ricevuto anche la seconda iniezione) e over 80.

Entro giugno si potrebbe arrivare a 36 milioni di vaccinati (a 42 scatta l’immunità di gregge)

Visto che per il vaccino AstraZeneca il periodo tra prima e seconda somministrazione si sta già dilatando oltre le 12 settimane e visto che, da aprile in poi, anche grazie all’arrivo del vaccino monodose di Johnson&Johnson (e ci sarebbe pure l’opzione Sputnik), non ci sarà più mancanza di fiale, entro giugno si potrebbe arrivare a 36 milioni di vaccinati. Un numero non lontanissimo dai 42 milioni di vaccinati necessari per raggiungere l’immunità di gregge.

Renzi: “In Italia oltre 2 milione di dosi bloccato perché mancava Piano vaccini serio”

Si fa un gran parlare infine sul fatto che esperti e politici sarebbero divisi sul piano vaccinale e sull’ipotesi della dose unica subito e per più persone possibile. Ma a sentire Matteo Renzi, il premier avrebbe già deciso per tutti: “Tanti articoli su vaccini russi o cinesi. L’assurda verità è che in Italia oltre 1 milione di dosi è bloccato e non usato perché mancava un Piano vaccini serio. Draghi sta rimediando con Curcio e Gabrielli. Vaccinare, vaccinare, vaccinare: parlare di altro oggi è solo un diversivo”. Così su Facebook il leader di Italia viva, dando per scontato anche l’arrivo di Gabrielli al posto di “mister banchi a rotelle” Arcuri. L’auspicio è che con un numero sufficiente di vaccinati – come sottolinea il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri – si proceda prima possibile con le riaperture delle attività chiuse ormai da mesi e mesi.

Adolfo Spezzaferro

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