Berlino, 29 ott – Le elezioni in Assia (il Land di Francoforte e Wiesbaden) hanno dato un responso inequivocabile: i partiti della «Grande coalizione» (Cdu e Spd) sono arrivati al capolinea, perdendo circa l’11% dei consensi rispetto alle consultazioni del 2014. Si tratta di un record negativo senza precedenti (Cdu al 27 e Spd al 19,8%). Chi sorride, invece, sono i Verdi (19,8%) – che continuano a beneficiare del tracollo dei socialdemocratici – e i sovranisti dell’Afd, che con il 13,1% entrano per la prima volta nel parlamento regionale: adesso hanno rappresentanti in tutti i Länder.
Per quanto riguarda la formazione della maggioranza, Cdu e Verdi potrebbero continuare a governare assieme come negli ultimi quattro anni, ma avrebbero numeri risicatissimi. Di conseguenza, potrebbero anche esserci altre alleanze, che però richiederanno tempo e trattative. Il leader della Cdu in Assia, Volker Bouffier, ha comunque annunciato che consulterà tutti i partiti per la formazione del governo, a eccezione della Linke e dell’Afd. Una maggioranza possibile sarebbe la cosiddetta coalizione «Giamaica», cioè tra Cdu, Verdi e Liberali (il nome deriva dai colori dei tre partiti: nero, giallo, verde).
Dopo la batosta rimediata in Baviera, il voto in Assia era diventato l’ultima spiaggia per la leadership di Angela Merkel. Con una Cdu sempre più in crisi di consensi e dilaniata al suo interno, la «cancelliera» ha dovuto prendere atto della situazione: al prossimo congresso della Cdu, che avrà luogo a dicembre, non si candiderà più come presidente del partito. Anche a livello nazionale, però, la maggioranza scricchiola: la Spd è in fermento e la leader Andrea Nahles, per correre ai ripari, ha annunciato che, qualora le cose non dovessero migliorare, la «Grande coalizione» verrà mandata in soffitta. E con lei anche la Merkel.
Valerio Benedetti


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