Atene, 25 lug – Sono almeno 74 le persone che hanno trovato la morte con i roghi di Atene. Un’apocalisse che fa temere un bilancio ben più pesante, che potrebbe superare i 100 morti. Decine di dispersi, almeno 500 i feriti, molti del quali in gravi condizioni. Il villaggio di Matì, dove 26 corpi carbonizzati sono stati rinvenuti ieri, è andato completamente distrutto. Un cielo rosso e a tratti plumbeo incombe sulla capitale greca, e le fiamme la lambiscono, spinte da un vento che soffia toccando picchi di 120 chilometri orari.

Il terribile sospetto che si sta facendo strada è che i roghi siano di natura dolosa, e che le fiamme siano state appiccate per speculazione edilizia. In più molte persone sono morte perché l’ordine di evacuazione dalle loro abitazioni è stato dato molto tardi e non sono riuscite a mettersi in salvo. Le immagini che arrivano da Atene e dintorni sono spaventose, con carcasse di automobili abbandonate per strada. Negli abitacoli in molti sono morti, trovando la strada bloccata dalle fiamme mentre cercavano di fuggire.  Ad Atene l’Acropoli era completamente avvolta dal fumo.

È la zona dell’Attica orientale la più devastata dalle fiamme, ma i roghi hanno colpito anche Corinto, il Peloponneso e Creta. Nelle località di vacanza i vigili del fuoco stanno setacciando le case di vacanza carbonizzate, alla ricerca dei dispersi. Il governo greco ha annunciato una serie di misure straordinarie per affrontare le conseguenze dell’emergenza incendi. Verranno stanziati venti milioni di euro di fondi straordinari e verrà aperto un conto corrente per le donazioni. I fondi raccolti – fanno sapere fonti del governo – saranno utilizzati per la riparazione dei danni materiali. Dovrebbe venire rafforzata anche la vigilanza.

I roghi, come detto, si sospetta siano di natura dolosa. Tuttavia non va dimenticato che in Grecia le misure di austerity imposte dall’Europa hanno determinato il taglio netto delle spese per i vigili del fuoco, che si sono trovati a dover intervenire con un quarto degli automezzi fuori uso per tagli alla spesa pubblica e senza tute antincendio. Ora suonano come beffarde le condoglianze del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. In una lettera al premier greco Alexis Tsipras, Junker ha affermato: “In questi tempi difficili siamo fianco a fianco con il popolo e le autorità greche e lodo gli sforzi instancabili e coraggiosi degli operatori di emergenza. Tutto il possibile sarà fatto per fornire sostegno oggi, domani e per tutto il tempo necessario”.

Anna Pedri

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