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Parigi, 30 mag. – Dopo cinque anni di relazioni diplomatiche quasi inesistenti, dovute alla questione siriana e a quella ucraina, Francia e Russia hanno cercato di appianare le tensioni. Il presidente francese Emmanuel Macron e il suo omologo russo Vladimir Putin si sono incontrati ieri a Versailles, nel contesto dell’inaugurazione di una mostra su Pietro il Grande, lo zar di Russia che nel 1717, avviò i rapporti diplomatici tra Mosca e Parigi.

Tra i due presidenti, nonostante i convenevoli di rito, la pompa magna dell’accoglienza francese e le strette di mano, non è sembrato ci sia stato un grande affiatamento. Hanno parlato per ben tre ore, da soli, e al termine hanno illustrato quel che è uscito dall’incontro in una conferenza stampa. Macron ha definito lo scambio di vedute “franco e diretto”, pur con elementi di disaccordo, mentre Putin ha commentato che “gli interessi comuni superano i punti di frizione”.

I “punti di frizione”, o gli elementi di disaccordo, si collocano nella questione dei diritti umani e nella propaganda. Duro l’attacco di Macron nei confronti dei mezzi di informazione russa, che più volte durante la campagna elettorale francese hanno attaccato Macron. L’enfant prodige della politica francese ieri si è dunque tolto alcuni sassolini nelle scarpe, definendo i due siti di informazione russa Sputnik e Russia Today non come dei media ma degli strumenti di interferenza. “Ho sempre avuto relazioni esemplari con i giornalisti stranieri, ma bisogna che siano dei giornalisti”, ha insistito Macron, giustificando così il mancato accredito ai giornalisti dei media in questione al suo quartier generale della campagna elettorale.

Impassibile Putin, che ha ribadito: “Non abbiamo mai tentato di influenzare il risultato del voto francese. Siamo persone serie, non siamo bambini” e ha dichiarato di non aver parlato con Macron di interferenze russe nelle ultime elezioni in Francia: “non c’è niente da discutere” ha tagliato corto Putin. Nei fatti al Cremlino interessa più la lotta al terrorismo e Putin ha spiegato che gli sforzi in tal senso vanno uniti.

I due hanno parlato anche molto di Siria, dove Francia e Russia combattono su fronti opposti. Macron ha espresso l’auspicio si possa “organizzare una transizione democratica, ma preservando lo Stato siriano”, ma soprattutto è sulle armi chimiche che Marcon ha preso la posizione più netta, minacciando che “l’uso di armi chimiche da parte di chiunque sarà oggetto di una reazione immediata”. Infine il nuovo inquilino dell’Eliseo si augura che nelle prossime settimane Russia e Francia possano avviare una cooperazione che porti alla sconfitta del terrorismo: “La nostra priorità assoluta è la lotta al terrorismo e lo sradicamento dei gruppi terroristi in particolare l’Isis”.

Si è parlato anche di gay e diritti umani. Macron dice di aver ottenuto rassicurazioni da Putin in merito alla tutela degli omosessuali, dopo i rumors sui campi di concentramento in Cecenia, e ha aggiunto: “Da parte mia sarò costantemente vigile su questo punto”. E a proposito di gay e diritti umani proprio ieri la Francia ha accolto con visto umanitario il primo rifugiato ceceno, perseguitato perché omosessuale.

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