Roma, 25 dic – Qualsiasi siano le ragioni; dalle partite di calcio fino alle ben più gravi motivazioni, la Francia continua a fare i conti con le violenze organizzate ad opera delle masse di immigrati. Nelle scorse ore, Parigi è stata ancora una volta testimone di una giornata di ordinaria violenza straniera, dopo l’attacco mortale verificatosi lo scorso venerdì contro la comunità curda della capitale. Radunati in piazza, ieri, per una manifestazione di protesta, gli immigrati curdi e di altre etnie solidali con questi, hanno rovesciato e incendiato diverse auto lungo le strade parigine, lanciando sassi, bottiglie e altri svariati oggetti contro la polizia. Gli agenti hanno risposto sparando gas lacrimogeni.

I disordini dopo l’attacco alla comunità curda

Nell’attacco di venerdì, avvenuto in un centro culturale curdo e in un ristorante, tre stranieri erano rimasti uccisi dai proiettili esplosi da un sessantanovenne francese. Al momento il sospetto è stato trasferito in una struttura psichiatrica, rilasciato dalla custodia per motivi di salute, in attesa di comparire davanti a un giudice. L’uomo era armato di una pistola “molto usata” e aveva con se una scatola di almeno 25 cartucce e “due o tre” caricatori carichi. Testimoni hanno dichiarato che l’aggressore – alto, bianco e anziano – ha agito nel decimo distretto della città, uccidendo due uomini e una donna. Altre tre persone sono rimaste ferite nella sparatoria, uno dei quali è ancora in gravi condizioni. L’uomo ha precedenti per reati legati alle armi e sarebbe stato rilasciato su cauzione pochi giorni prima dell’aggressione. Solo l’anno scorso, il sessantanovenne francese era stato denunciato per un altro attacco, questa volta con una spada, sempre contro alcuni immigrati.

Parigi ancora sotto scacco degli immigrati

I primi disordini che hanno nuovamente ferito la capitale francese sono scoppiati venerdì, subito dopo le sparatorie. I filmati mostrano gruppi di immigrati intenti ad appiccare incendi nelle strade, mandando in frantumi i finestrini delle auto in sosta. La polizia ha provato a disperdere la folla radunata, usando gas lacrimogeni mentre, in tutta risposta, i manifestanti inferociti tentavano di sfondare il cordone di sicurezza. L’indomani, sabato, centinaia di curdi si sono nuovamente riuniti in Piazza della Repubblica per ricordare le tre vittime e protestare contro l’odio diffuso verso i curdi. Anche in questo caso la manifestazione si è tramutata in tafferugli estesi nel centro parigino. I disordini sarebbero scoppiati dopo che i manifestanti sono stati provocati da altri immigrati che hanno mostrato loro una bandiera turca, simbolo di un etnia storicamente odiata dagli stessi curdi. Negli scontri sono rimasti feriti oltre trenta agenti e un manifestante, mentre , stando alle fonti della polizia francese, sarebbero stati effettuati 11 arresti.

I curdi chiedono protezione alla Francia

All’indomani delle sparatorie, tra auto incendiate, negozi saccheggiati e aggressioni contro la forza pubblica, i curdi hanno preteso una maggior protezione alle autorità francesi. Sempre ieri (sabato) i leader della comunità curda hanno incontrato il capo della polizia parigina per trovare un accordo sulla fine dei disordini. L’attacco di questo venerdì avviene quasi 10 anni dopo l’assassinio di tre attiviste curde, sempre a Parigi, crimine ad oggi rimasto irrisolto. In quasi tutto il mondo i curdi sono sostenuti dalla sinistra progressista e dagli Stati Uniti. Non si esclude che, durante le proteste che nelle ultime ore hanno seminato il panico nella capitale francese, vi siano state infiltrazione o, addirittura, una vera e propria regia della violenza guidata dalle frange più estreme della sinistra.

Andrea Bonazza

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