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L’attacco omofobo a Madrid? L’ennesima balla. “Ferite derivano da rapporto consenziente”

by Cristina Gauri
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Roma, 9 set — Anche stavolta era tutto falso, tutto inventato: parliamo dell’ennesimo finto attacco omofobo, l’ultimo di una lunghissima lista di balle con la quale si vorrebbero legittimare leggi liberticide come il ddl Zan. I fatti sono questi: il ragazzo omosessuale che aveva denunciato alla polizia di Madrid di essere stato aggredito da un gruppo di persone perché gay, ha ritrattato tutto.

L’attacco omofobo era tutto un’invenzione

Vale a dire che le ferite che la falsa vittima aveva mostrato alle forze dell’ordine non erano dovute ai colpi inferti dal sadismo di un branco di pericolosi omofobi, ma ad una sessione piuttosto fantasiosa di omoerotismo sadomasochista. Con buona pace del governo spagnolo, che si era affrettato a condannare il caso con veemenza, dicendosi «preoccupato» dal crescendo di denunce di attacchi contro la comunità Lgbt. La notizia è stata diffusa dal canale televisivo La Sexta e riferita all’Ansa da una portavoce della Polizia Nazionale. Il ragazzo aveva denunciato il finto attacco omofobo riportando di avere subito un’aggressione in pieno giorno da otto improbabili figuri incappucciati: il branco gli avrebbe spaccato un labbro e inciso un insulto omofobo con un coltellino sul gluteo.

Tutti condannano l’episodio

«Condanno questo attacco omofobo», queste le parole del premier spagnolo Pedro Sánchez, diffuse il giorno dopo su Twitter. Da lì era partito tutto il solito can can delle associazioni Lgbt con il solito corredo mediatico a base di canonizzazioni dei vari martiri gay. Finché gli inquirenti hanno iniziato a dubitare della versione fornita dalla «vittima»: un racconto che faceva acqua da tutte le parti, soprattutto alla luce delle analisi delle immagini girate dalle numerose telecamere di sicurezza della zona indicata come teatro dell’aggressione.

Quale episodio?

A ciò si era aggiunta la ricerca dei testimoni, che era risultata sospettosamente infruttuosa. A quel punto la polizia ha voluto risentire il ragazzo, che dopo un interrogatorio piuttosto incalzante ha calato le braghe, stavolta in senso lato: le lesioni riscontrate sul suo corpo non erano dovute ad alcun attacco omofobo e derivavano da un rapporto completamente consenziente. Immaginate il nostro stupore. 

Cristina Gauri

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