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attentato a istanbulRoma, 29 giu – Un numero imprecisato di terroristi – sembra tre, ma secondo fonti della polizia sarebbero stati sette – ha aperto il fuoco intorno alle 22 locali ai controlli di sicurezza nella zona degli arrivi dell’aeroporto Ataturk di Istanbul, provocando almeno 36 morti e 147 feriti. Poco dopo, in tre si sono fatti saltare in aria durante un scontro a fuoco con la polizia. Uno jihadista – perché è questa la pista ufficialmente più accreditata – sarebbe stato arrestato, mentre altri 3 sarebbero in fuga, oltre ai 3 kamikaze. Non c’è però al momento alcuna conferma ufficiale.



Secondo le prime ricostruzioni dell’attacco terroristico, ad accorgersi di due persone sospette è stato un poliziotto che ha tentato di fermarle e ha chiesto la loro identificazione. In quel momento gli attentatori hanno aperto il fuoco sulla folla. E l’agente di polizia ha ingaggiato un corpo a corpo con uno dei kamikaze che a quel punto ha azionato l’esplosivo. Le tre deflagrazioni sono avvenute nella zona antistante e appena dentro la hall del terminal dei voli internazionali. Molte delle vittime si trovavano vicino alla coda dei taxi, altre nell’area antistante i controlli di sicurezza. Ingressi e uscite dell’aeroporto sono stati subito chiusi, mentre diversi voli in arrivo sono stati dirottati altrove e quelli in partenza cancellati. Ataturk è lo scalo più grande della Turchia e il terzo in Europa, con oltre 61 milioni di passeggeri nel 2015.

Solo 20 giorni fa, Istanbul era stata colpita da un altro attacco bomba vicino all’Università statale, che aveva fatto 12 morti ed era stato rivendicato dal gruppo estremista curdo Tak. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato l’attacco, ricordando che è avvenuto durante il mese sacro islamico del Ramadan. In ogni caso, nessuna rivendicazione è ancora arrivata. E gli investigatori sono cauti sulla natura dell’attacco terroristico. Ma spunta l’ipotesi che dietro l’attentato possa esserci l’Isis. I media turchi parlano di sospetti della polizia turca. Di sicuro l’attentato avviene in un momento particolare nelle relazioni estere della Turchia. Sono di pochi giorni fa le scuse di Erdogan a Vladimir Putin per l’abbattimento del caccia russo al confine con la Siria lo scorso 24 novembre. Contemporaneamente, la Turchia ha ristabilito le relazioni diplomatiche con Israele. I prossimi giorni potranno dirci quanto tutto ciò abbia influito su questo strano attentato.



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