Farage parlamento Ue BrexitBruxelles, 28 giu – E’ un Nigel Farage trionfante quello che ieri, in occasione di una riunione plenaria, si è presentato al Parlamento Europeo, prendendo la parola a pochi giorni dalla storica vittoria del “Sì” al referendum che porterà all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.



“Quando sono arrivato qui, 17 anni fa – esordisce il leader dello Ukip davanti ad un affranto Martin Schulz – e dissi che avrei voluto guidato la campagna per far uscire la Gran Bretagna dall’Unione Europea, avete tutto riso di me. Devo dire che ora non ridete più, sbaglio?“. Si odono i primi fischi, l’aula rumoreggia (alcuni deputati sembrano anche girati di spalle), ma Farage continua: “La ragione per la quale siete così arrabbiati è perchè voi, come progetto politico, non siete capaci di ammettere la realtà. Non siete capaci di ammettere che la vostra moneta sta fallendo: guardate al mediterraneo, nell’imporre la povertà alla Grecia avete fatto proprio molto bene. E non siete capaci di ammettere che la scelta della Merkel di accogliere quanta più gente possibile ha portato a enormi divisioni tra nazioni e all’interno dei paesi stessi”. Farage prosegue poi elencando le ragioni che hanno portato alla vittoria della Brexit: “Rivogliamo il nostro paese, rivogliamo i nostri pescatori, rivogliamo le nostre frontiere, vogliamo essere una nazione indipendente e con un proprio governo: è questo che abbiamo fatto, è questo ciò che dovrà accadere”.

Non manca, Farage, di gettare uno sguardo al futuro dei rapporti fra Gran Bretagna e Unione Europea, e lo fa da una posizione di forza, una sorta di pre-tattica: “Nessun trattato sarebbe comunque meglio dell’attuale, pessima, situazione. Se dazi fossero introdotti, ad esempio, sulle automobili, centinaia di migliaia di lavoratori tedeschi rischierebbero di perdere il posto di lavoro. Ecco perché dobbiamo essere pragmatici, sensibili, adulti e realistici e negoziare un nuovo accordo di libero scambio”. Da indipendenti, però: un messaggio a nuora perché suocera – la Germania, che ha nell’Uk il suo terzo mercato di sbocco in termini di esportazioni – intenda.

https://www.youtube.com/watch?v=b-i6mm-UD44&feature=youtu.be

Nicola Mattei

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