Berlino, 4 gen – Più l’Afd, il partito sovranista tedesco, sale nei sondaggi, e più i suoi avversari politici fanno salire il livello dello scontro. Nella serata di ieri, infatti, vi è stato un attentato contro una sede del movimento a Döbeln, piccola città della Sassonia. Fortunatamente non ci sono morti o feriti, ma si sono registrati danni alla sede stessa, a due auto parcheggiate nelle vicinanze e agli edifici adiacenti. Non è ancora chiaro quale sostanza sia stata utilizzata per la detonazione, avvenuta intorno alle 19:30 di giovedì. Le forze dell’ordine, coadiuvate dai vigili del fuoco, hanno isolato la zona.

L’ufficio investigativo della Sassonia ha arrestato tre uomini sospettati di aver perpetrato l’attentato. Si tratta di tre tedeschi di 29, 32 e 50 anni. Per ora gli inquirenti non hanno fornito ulteriori informazioni, ma l’ipotesi più probabile è che si tratti di un attacco di matrice politica, presumibilmente antifascista. Una portavoce dell’ufficio investigativo ha però fatto sapere che nelle indagini sono stati coinvolti anche i servizi segreti.

Parole di condanna sono arrivate dal socialdemocratico Martin Dulig, il vicepresidente del Land sassone: «Per l’attentato alla sede dell’Afd a Döbeln non esiste alcun tipo di legittimazione. La violenza non fa parte dei mezzi di confronto politico in una democrazia. L’Afd deve essere combattuta politicamente, e non attraverso ordigni esplosivi. Questo attacco aiuta l’Afd e danneggia la democrazia». Eppure non è la prima volta che le sedi del partito sovranista vengono prese di mira: nella sola Sassonia si sono registrati negli ultimi mesi attacchi alle sedi di Borna, Chemnitz e Dresda. Tuttavia, i nemici dell’Afd non si erano spinti finora tanto oltre da utilizzare persino delle bombe.

Valerio Benedetti

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