Roma, 21 ago – Darya Dugina, figlia dell’ideologo e pensatore russo, Aleksander Dugin, è morta in un’esplosione nei pressi della periferia di Mosca mentre era alla guida della macchina del padre. Le autorità hanno aperto un’indagine su quello che appare con ogni probabilità come un attentato diretto allo stesso Dugin.

Le modalità dell’attentato

L’auto, una Toyota Land Cruiser, è andata in fiamme nella notte di ieri mentre si trovava fuori Mosca nelle vicinanze del villaggio di Bolshiye Vyazyomy. Alla guida vi era Darya Dugina, la quale sarebbe morta sul colpo al momento dell’esplosione. Sull’auto sarebbe dovuto anche esserci il padre, ma all’ultimo momento avrebbe preferito prendere un altro veicolo. I due stavano tornando da un festival che si era tenuto vicino a Zakharovo.

Gli inquirenti del Dipartimento investigativo di Mosca hanno aperto un fascicolo sull’accaduto e sulle modalità con cui si sarebbe compiuto l’attentato, Come spiegano le autorità in una nota all’agenzia russa Tass, dai primi rilevamenti si evidenzia che nella Toyata Land Cruiser sia stato presumibilmente installato “un ordigno esplosivo”.

Chi era Darya Dugina

Darya Dugina era nata nel 1992. Laureata presso la Facoltà di Filosofia dell’Università statale di Mosca Lomonosov, si era affermata come giornalista e analista politica. Aveva spesso collaborato con il Movimento Internazionale Euroasiatista del padre Aleksander. Negli ultimi tempi Darya stava portando avanti un lavoro di indagine per tracciare e mappare i finanziamenti di alcuni gruppi di giornalismo investigativo, tra cui Bellingcat, cercando di mettere in luce i legami di questi con gli apparati occidentali.

Il padre, Aleksander Dugin, viene spesso considerato – anche se in maniera impropria o quantomeno superficiale – come “l’ideologo di Putin”. Filosofo e tradizionalista, è il fondatore della “Quarta teoria politica”, un tentativo di superamento delle ideologie politiche della modernità. È spesso intervenuto duramente a favore dell’invasione da parte russa dell’Ucraina.

Michele Iozzino

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6 Commenti

  1. come dico sempre,
    non è più come una volta:

    breivik ha dimostrato a tutto il mondo che su questo pianeta NON esiste anonimato
    e NON ci sono intoccabili:
    quando vieni visto come un nemico e ti prendono di mira,
    se non riescono ad arrivare direttamente a te perchè sei blindato di scorte,di norme,di portierati,di corazze,di eserciti….
    il modo di farti del male lo trovano comunque.
    quindi non è mai bene farle TROPPO SPORCHE, confidando nell’impunità della forza…
    dovrebbero tenerlo sempre ben presente,tutti i cosidetti “potenti”

  2. A difendere, ieri ed oggi, le Tradizioni dei popoli si rischia pure la morte.
    Se solo il popolo comprendesse parteciperebbe in massa, altro che astensionismo.
    Siamo a certa Russia in versione “mafiosa” che vuole sedersi al tavolo del vincitore?
    Putin deve qui ridurre la maschera e posizionarsi oltre davvero, lo farà?
    Un particolare pensiero a Darya, figlia di un uomo di pensiero e non di sola materia.

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