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Roma, 4 mar – La polizia ha definito “un attacco terroristico” quanto accaduto ieri a Vetlanda, cittadina di 12mila abitanti nel sud della Svezia. Sette persone, non otto come riferito inizialmente dai media locali, sono state attaccate e ferite da un uomo armato di coltello. A riferirlo è il portavoce della polizia, Angelica Israelsson Silfver. Tre delle vittime dell’attacco sarebbero in pericolo di vita. “Diverse persone sono gravemente ferite. Questi sono fatti terribili e il mio pensiero va alle vittime e ai loro parenti – ha detto il ministro dell’Interno, Mikael Damberg  – La polizia ha arrestato un sospetto e ha avviato un’indagine per chiarire cosa sia accaduto”.



L’aggressione è avvenuta intorno alle 15 a Bangardsgatan, vicino alla stazione ferroviaria di Vetlanda. Le forze dell’ordine svedesi, intervenute immediatamente sul posto, hanno sparato all’attentatore – ferendolo – per bloccarlo. L’uomo, al momento, è ricoverato in ospedale. L’attacco era stato inizialmente rubricato come “tentato omicidio”, ma in seguito è stato rivisto come “sospetta azione terroristica”. “Il movente non è ancora chiaro”, aveva dichiarato il portavoce della polizia al quotidiano Aftonbladet, specificando che “l’uomo non è stato ancora interrogato”.

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Svezia, l’accoltellatore sarebbe un afgano di 22 anni

Adesso però sappiamo che l’accoltellatore è un uomo di 22 anni. E secondo il quotidiano svedese Expressen sarebbe un afgano, già condannato per reati di droga.
Stando a quanto ricostruito da Expressen, l’uomo ha avuto problemi di abuso di sostanze stupefacenti e ha confessato il crimine compiuto ieri. Lo stesso capo della polizia locale, Jonas Lindell, ha fatto sapere che il 22enne era noto alle forze dell’ordine.

L’intelligence svedese da tempo considera alta la minaccia terroristica nel Paese scandinavo. La Svezia d’altronde è già stata presa di mira due volte negli ultimi anni. La prima nel 2010 quando due esplosioni simultanee colpirono la capitale Stoccolma in pieno centro, uccidendo una persona e ferendone altre due. In quel caso si trattò di un attentato suicida di matrice jihadista, preceduto da varie minacce in cui si condannava la Svezia per la presenza di militari in Afghanistan. Mentre nell’aprile 2017, sempre a Stoccolma, un richiedente asilo uzbeko investì i passanti con un camion rubato: morirono cinque persone.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. Senza voler infierire, ma ‘sti coglioni che si prendono in casa una afgano, un uzbeko, ecc. ma si rendono conto che in quei paesi non avrebbero manco il coraggio di entrarci, se non sotto scorta, locale+internazionale?!?! Già hanno paura della loro ombra, sono sempre dallo psicologo…

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