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Strasburgo, 13 dic – È caccia all’uomo in tutta Europa, a due giorni dall’attentato di Strasburgo. L’aggressore, da martedì sera, è in fuga e ormai il sospetto che abbia già lasciato la Francia sta diventando una certezza. Cherif Chekatt, il 29enne francese di origine nordafricana che ha sparato ai mercatini di Natale di Strasburgo al grido di “Allah Akbar!”, potrebbe essere in Germania. O forse in Italia.
Al momento sarebbero quattro le persone arrestate dopo l’attentato, e si tratterebbe probabilmente della famiglia di Chekatt, la madre, il padre e due fratelli, anche se dalla polizia francese le informazioni che trapelano sono pochissime. I vicini di casa hanno affermato che in quella famiglia tutti erano persone perbene, anche se aveva più di un parente che simpatizzava con gli ambienti islamici radicali. Cherif era la pecora nera. La prima delle 27 condanne per reati comuni collezionate in 3 Paesi – Francia, Germania e Svizzera – risale a quando aveva 13 anni. Ieri sera è stato diffuso dalle autorità un appello per chiedere aiuto a tutti e trovare il killer, e in Francia sono stati mobilitati ben 720 agenti per rintracciarlo.
Una delle piste lo dà in Germania, dove si pensa che Chekatt possa avere degli appoggi, maturati nel periodo trascorso nelle carceri tedesche prima di essere espulso. Proprio in Germania si sarebbe radicalizzato, diventando uno dei tanti lupi solitari dell’Isis. Uno di quelli a cui era indirizzato l’appello a colpire a Natale diffuso nei giorni scorsi.
Cherif Chekatt sembra sia svanito nel nulla. Il tassista che è stato costretto a portarlo lontano dal luogo dell’attentato ha riferito al quotidiano Le Parisien che Chekatt gli avrebbe detto di aver “ucciso per vendicare i fratelli morti” in Siria e che lo risparmiava dalla morte solo perché il tassista si è professato un musulmano praticante.
Cherif Chekatt sarebbe armato e assai pericoloso, non a caso era già schedato dalle autorità come soggetto a rischio, e in una nota diffusa dalla polizia francese a quella italiana si dice possa viaggiare a bordo di una Ford Fiesta targata CX168FD.
Anna Pedri
 
 
 
 
 

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