Roma, 30 dic – Assalto alla sede dell’ex Parlamento di Canberra. In Australia un gruppo di manifestanti per i diritti degli aborigeni ha dato fuoco all’ingresso principale dell’Old Parliament House. L’edificio è stato immediatamente evacuato e chiuso al pubblico, con i Vigili del Fuoco accorsi per domare le fiamme. Non ci sono feriti, l’incendio avrebbe danneggiato seriamente soltanto l’entrata. Il palazzo che fino al 1988 ha ospitato il Parlamento australiano, è oggi Museo della Democrazia Australiana.

In Australia i manifestanti pro-aborigeni danno fuoco all’ex Parlamento

Stando a quanto riferito dai media locali, l’incendio è avvenuto dopo che la polizia ha disperso un gruppo di dimostranti che si erano radunati davanti all’ingresso dell’edificio per la tradizionale cerimonia del fumo. Uno dei manifestanti, Albert Hartnett, scrive su Facebook che le forze dell’ordine hanno utilizzato spray al peperoncino per disperdere i manifestanti e questo avrebbe provocato le fiamme. In una nota del museo si legge invece che gli attivisti hanno appiccato deliberatamente il fuoco.

Il vice premier australiano, Barnaby Joyce, ha definito quanto accaduto una “vergogna assoluta“. “Questo è il parlamento che per così tanto tempo ha sostenuto le libertà che garantiamo come democrazia e ha preso le decisioni che ci hanno formato come nazione, lottando per l’aumento dei diritti e le correzioni al nostro passato coloniale”, ha dichiarato Joyce. “Se qualcuno sta cercando di inscenare una protesta, allora è una pessima protesta che sarà accolta con un disgusto schiacciante”.

L’ambasciata aborigena

La protesta in questione era stata organizzata in vista del cinquantesimo anniversario dell’Aboriginal Tent Embassy, la “tenda dell’ambasciata aborigena”, una sorta di presidio semi-permanente con gli aborigeni radunati davanti al già Parlamento di Canberra. La particolare ambasciata fu “inaugurata” difatti il 26 gennaio 1972, per promuovere una campagna a favore della “sovranità aborigena”. I dimostranti invocavano diritti di proprietà e di sfruttamento di terre e siti minerari, compensazioni per la terra sottratta dai coloni occidentali, nonché il controllo di molti luoghi ritenuti sacri dagli aborigeni.

Eugenio Palazzini

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