Roma, 18 set – La crescente domanda di rame per produrre batterie per auto elettriche sta spingendo le compagnie minerarie a investire nelle zone dell’Africa dove questo minerale si trova in abbondanza. I Paesi beneficiari sono Zambia, Repubblica Democratica del Congo e Angola.

Auto elettriche, quanto fa gola il rame dello Zambia

Le compagnie minerarie quali Barrick Gold, Anglo American, Ivanhoe Mines e First Quantum stanno investendo in Zambia perché è una delle poche nazioni al mondo dove non solo esistono depositi di rame, ma è possibile trovarne altri visto che molte aree sono ancora da esplorare. Da parte sua lo Zambia da sempre basa la sua economia sull’estrazione di questo minerale, ma le cose non sono andate sempre bene. Infatti la produzione di rame è crollata negli anni ’60 del Novecento ed è ripresa negli anni ’90, per poi diminuire ancora quando il governo ha imposto alle società minerarie condizioni più onerose.

Adesso il nuovo esecutivo vuole incentivare le compagnie minerarie a investire di nuovo e si è posto come obiettivo quello di triplicare la produzione di rame nei prossimi dieci anni. Intanto la società First Quantum Minerals ha approvato un investimento di 1,25 miliardi di dollari per espandere la miniera di rame di Kansanshi, al fine di estendere la produzione fino al 2044 e produrre 250mila tonnellate di rame all’anno. Altri investimenti sono in cantiere da parte di Anglo American, la quale sta cercando nuovi depositi di rame da aggiungere a quelli già esistenti. Per attirare questi investimenti, il governo dello Zambia ha introdotto incentivi fiscali che permettono alle compagnie di dedurre dalle tasse sul reddito i diritti di estrazione (un provvedimento peraltro usato in altre parti del mondo).

Giuseppe De Santis

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