Bengasi, 25 mag – Strage davanti a un hotel di Bengasi, il Tribesti, dove un’autobomba è esplosa nella notte. Il bilancio provvisorio è di sette morti e almeno una ventina di feriti. Ancora nessuno ha rivendicato l’attentato, che è il più grave dal 24 gennaio scorso quando l’obiettivo erano i fedeli di una moschea riuniti in preghiera. Ne morirono 35. Bengasi, seconda città della Libia, è sotto il controllo dall’Esercito nazionale libico (LNA) del generale Khalifa Hafthar, che ha strappato la città al controllo delle milizie islamiste dopo una lunga battaglia, durata quasi quattro anni. Lo stesso generale Haftar, dato per morto, ha fatto il suo rientro in città alla fine di aprile, dopo essere stato per un paio di settimane a Parigi per delle cure.

L’hotel davanti a cui si è verificata l’esplosione è il più grande della città e si trova lungo la strada che dà sul mare, via Jamal Abdannaser. Essendo da poco passata la mezzanotte la strada era molto affollata di persone che stavano celebrando l’iftar, la cena dei musulmani che spezza il digiuno di ramadan. Le vittime dell’attentato sono tutte civili, e tra loro c’è anche una giovane ragazza.

Delle tante auto parcheggiate in strada otto sono andate completamente distrutte. Molti i negozi che hanno subito pesanti danni. Quello di questa notte, oltre a essere uno degli attentati più gravi degli ultimi mesi, è differente dagli altri numerosi episodi che hanno preso di mira obiettivi in qualche modo collegati all’Esercito nazionale Libico, e alla sua opera di liberazione della città, perché si è verificato in una zona centrale.

Anna Pedri

 

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