Roma, 24 mag – Si è appena conclusa la tornata di consultazioni da parte del premier incaricato Giuseppe Conte. Una lunga giornata, cominciata alle 12 alla Sala dei Busti di Montecitorio con il ricevimento del gruppo “Più Europa – Centro Democratico” e terminata oltre sette ore dopo con il Movimento 5 Stelle, ricevuto per ultimo appena dopo l’altro componente del futuro governo giallo-verde, la Lega.
La sequela di colloqui è partita con Emma Bonino, prima ad essere ricevuta insieme a Bruno Tabacci: ha espresso la propria contrarietà a qualsiasi fiducia, principalmente per le posizioni non proprio “pro-Ue” e nemmeno pro-immigrazione contenute nel contratto di governo.
Alla leader radicale ha fatto seguito una girandola con i vari componenti del gruppo misto. Conte si è assicurato, almeno all’inizio, l’appoggio del Movimento associativo italiani all’estero, mentre le minoranze linguistiche si sono riservati di tenere aperta la porta ad un sostegno futuro. Limitatamente al Maie, il premier in pectore porta comunque a casa un risultato importante: sono pochi voti, ma al Senato possono fare la differenza visto che la maggioranza Lega-M5S può contare su di un margine risicato di soli 6 voti.
Come le minoranze, anche Liberi e Uguali non voterà la fiducia ma valuterà “un eventuale appoggio a singoli provvedimenti”, ha spiegato Stefano Fassina.
È stata poi la volta di un pezzo di quanto rimasto del centrodestra, che si è presentato con due delegazioni diverse a testimonianza di uno schieramento ormai al capolinea. Giorgia Meloni, dopo aver incassato l’abbandono di Guido Crosetto, ha deciso nonostante le offerte arrivate nelle ultime settimane di collocarsi all’opposizione.
Stesso discorso per quanto riguarda il Pd e Forza Italia, con Berlusconi che non ha rilasciato dichiarazioni ma nel pomeriggio aveva parlato di “scelte preoccupanti nel contratto di governo”, considerando impossibile “stare al governo con i giustizialisti e i pauperisti”.
Per ultimi sono arrivati – rispettivamente alle 18.20 e alle 19 – i gruppi di Camera e Senato di Lega e M5S. Un’occasione per i membri della ventura maggioranza per fare il punto della situazione specialmente per quanto riguarda la formazione dell’esecutivo, con Salvini e Di Maio che hanno precisato come la decisione finale sui nomi è di competenza ultima del presidente del Consiglio. La squadra sarebbe comunque già delineata – compreso, secondo alcune indiscrezioni, Paolo Savona – e Giuseppe Conte potrebbe consegnare la lista dei ministri al presidente Mattarella già questo sabato.
Nicola Mattei

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