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Roma, 25 set – Nonostante il petrolio, la crescita della Nigeria è da sempre su livelli molto bassi. Il motivo principale è da riscontrarsi nel fatto che esporta sì greggio, ma importa quasi tutto il resto. Ciò implica la perdita di valuta pregiata, creando problemi che impediscono alle imprese locali di investire e creare sviluppo. Fino ad ora i tentativi di stimolare la produzione interna hanno prodotto scarsi risultati, ma di recente qualcosa ha cominciato a muoversi e, anche se lentamente, il governo ha iniziato ad attuare politiche che vanno nella giusta direzione.



Aumentare la produzione di zucchero

A tale proposito è degno di nota il piano di incentivi lanciato dall’esecutivo, in collaborazione con gli operatori locali, per aumentare la produzione di zucchero e raggiungere l’autosufficienza. L’obiettivo e’ quello di portare la produzione a 1,7 milioni di tonnellate, risparmiare ogni anno 56 milioni di dollari di valuta, creare 114 mila posti di lavoro e usare parte dello zucchero per produrre etanolo seguendo l’esempio di Brasile e Mauritius.

100 milioni di potenziali immigrati

Il piano del governo, pur essendo una goccia nel mare, rappresenta un piccolo passo nella giusta direzione visto che la Nigeria ha grosse potenzialità in campo agricolo ma fino ad ora sono state poco utilizzate e questo ha effetti non solo nel Paese ma anche in Europa. Nella nazione africana vivono infatti 200 milioni di persone, ma almeno la metà di esse sono in povertà e dunque potenziali immigrati che puntano ad arrivare nel vecchio continente. Una situazione inaccettabile alla quale rispondere creando opportunità in loco, sostenendo gli sforzi di produrre localmente ciò che ad oggi la Nigeria è costretta ad importare. Un sentiero lungo e irto di difficoltà, ma l’unico destinato a creare reale sviluppo.
Giuseppe De Santis
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