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Baghdad, 31 dic – Migliaia e migliaia di manifestanti si sono radunati fuori l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad e l’hanno assaltata per protestare contro i raid lanciati domenica scorsa contro diverse strutture delle Brigate Hezbollah al confine tra Iraq e Siria. Bombardamenti che hanno provocato almeno 25 vittime della milizia sciita. Le mura di recinzione dell’ambasciata sono state date alle fiamme. L’ambasciatore Matthew H. Tueller e i dipendenti Usa sono stati evacuati. Al grido di “Morte all’America”, gli iracheni hanno oltrepassato il checkpoint della Green Zone e hanno raggiunto l’ambasciata. Nel tentativo di disperdere la folla, le truppe Usa hanno usato lacrimogeni e granate stordenti.

Il raid Usa contro i miliziani sciiti

L’operazione contro i miliziani sciiti filo iraniani è stata ordinata dal Pentagono come rappresaglia per i recenti attacchi missilistici che hanno colpito gli interessi Usa nella regione, in particolare il lancio venerdì scorso di oltre 30 razzi contro una base militare Usa a Kirkuk che ha causato la morte di un contractor statunitense.

Ludovica Colli

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