Velika Kladuša, 6 nov – Un fiume umano di almeno 20mila immigrati preme al confine tra Bosnia Erzegovina e Croazia. Il 95% di loro sono uomini e sono armati di coltello. Una minaccia vera e propria per l’Europa, che chiude gli occhi di fronte all’emergenza. A lanciare l’allarme sull’ennesimo capitolo del progetto invasionista è il quotidiano austriaco Kronen Zeitung, che cita i dati del ministero degli Interni dell’Austria.

La maggior parte degli immigrati che preme al confine proviene dal Pakistan, dall’Iran, dall’Algeria e dal Marocco. Non sono stati registrati siriani. Il punto di confine più sensibile è quello di Velika Kladuša, dove gli immigrati da mesi bloccati in Bosnia sono impegnati in una protesta permanente al grido di “open border”. Le autorità hanno chiuso la frontiera, provocando il malcontento della gente del posto, dal momento che Velika Kladuša vive del commercio con la Croazia e la frontiera chiusa è un pesante danno economico. Ma agli immigrati questo non interessa, del resto loro sono muniti di carte di credito prepagate che l’Agenzia Onu per i rifugiati, in collaborazione con l’Europa e Soros, regala loro per pagarsi le spese di viaggio a zonzo per i Paesi europei.

Essendo però anche armati gli immigrati sono violenti e un poliziotto di frontiera sarebbe già stato accoltellato nei giorni scorsi, quando le forze dell’ordine hanno cercato di respingere la protesta portata avanti da duecento sedicenti profughi, che hanno sfondato un primo cordone di polizia di fronte al valico di confine croato di Maljevac, e il passo di confine è bloccato.

Il flusso di immigrati che batte la rotta balcanica ha subito un notevole aumento, almeno del 20%. Tutti si dirigono verso la Bosnia-Erzegovina, da dove cercano di passare in Croazia e poi in Slovenia per raggiungere gli altri Paesi europei. Solo nel 2018 le pattuglie miste di agenti di Lubiana e Zagabria hanno condotto 635 missioni per fermare l’ingresso illegale degli immigrati. E solo dall’inizio di quest’anno, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le migrazioni, oltre 13mila immigrati hanno scelto la Bosnia come luogo di passaggio sulla strada che porta a Trieste, punto di snodo per Francia, Germania, Paesi scandinavi, Spagna e altre città italiane.

Anna Pedri

 

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1 commento

  1. mi sembra una grande bufala che 200 profughi diventano un problema da gestire per forze di polizia che, fino a qualche anno fa, avevano a che fare con pulizie etniche

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