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Roma, 6 nov – È muro contro muro tra M5S e Lega sulla riforma della prescrizione, inserita “a tradimento” dai pentastellati nel disegno di legge anticorruzione con un emendamento.
La Lega chiede lo stralcio della norma, ipotesi respinta categoricamente dai 5 Stelle, che anzi rilanciano, con un nuovo emendamento, identico per contenuti, ma che modifica il titolo stesso del provvedimento, allargandolo anche alle nuove norme sulla prescrizione, così da evitare qualsiasi incidente tecnico.
Mossa che tra l’altro vede contrarie pure le opposizioni, compatte nel sostenere l’inammissibilità della proposta di modifica.
Insomma, il governo gialloverde è in bilico. Il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio devono trovare la quadra, ma per adesso non se ne parla. Anche perché sono fisicamente lontani, all’estero. Idem il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il quale a quanto pare sta cercando di trovare una mediazione tra i due vicepremier.
Salvini, dal canto suo, non molla. “Riforma della giustizia, e anche della prescrizione, sono nel contratto di governo e diventeranno realtà: mettere in galera mafiosi e corrotti è una priorità della Lega“, ha ribadito ieri il ministro dell’Interno, sottolineando che “l’importante è farle bene queste riforme, evitando che i processi durino all’infinito anche per gli innocenti, altrimenti è una sconfitta per tutti“.
Insomma – in soldoni – il vicepremier è contrario alla riforma della prescrizione. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha prontamente replicato che “la riforma della prescrizione è stata votata dai nostri iscritti sulla piattaforma Rousseau, è uno dei punti del contratto di governo e, prima ancora, parte integrante del programma del Movimento 5 Stelle“.
Come a dire, che è questione di coerenza. E che su questo punto i pentastellati non molleranno. “La nostra è una proposta bellissima – rivendica il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelliquasi identitaria. Una proposta di bandiera. E poi i leghisti non ci hanno fatto toccare palla sull’immigrazione, per cui…“.
Il problema è che senza intesa, potrebbe slittare l’esame del disegno di legge in Aula, dove da calendario è previsto per la prossima settimana. I 5 stelle vogliono assolutamente evitare un rinvio. Bonafede l’ha spiegato: se il disegno di legge non va in Aula la prossima settimana, poi arriva alla Camera il decreto Sicurezza, che ha la priorità avendo una scadenza.
A seguire ci sarà la manovra e poi arriveranno i due decreti collegati (reddito di cittadinanza e quota 100), quindi se ne riparlerebbe a gennaio. Un ritardo inammissibile per i 5 Stelle.
Uno scontro, dunque, che potrebbe far cadere il governo. L’intelligenza politica dei 5 Stelle è tale da fare un regalo del genere a Salvini? Staremo a vedere.
Adolfo Spezzaferro

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