Roma, 30 mag — La Barbie tribute collection si allarga per accogliere la prima Barbie ispirata all’attore trans Laverne Cox. Se ne sentiva la mancanza: del resto è noto che migliaia di bambine in tutto il mondo, da tempo, ne reclamavano piangenti la fabbricazione e l’immissione nel mercato. Ma non chiamatelo indottrinamento delle menti più giovani: la Barbie trans vuole essere fonte di ispirazione per la creazione di una società maggiormente inclusiva nella quale tutti possano sentirsi rappresentati, o almeno così dicono loro.

La Barbie trans ha le sembianze di Laverne Cox

La bambola ha le sembianze di Laverne Cox, attore, produttore, scrittore e attivista Lgbt,  conosciuta ai più per il suo ruolo nella serie Netflix Orange is the new black, ambientata in un carcere femminile. Per questa parte Cox si è aggiudicato il primato di primo attore trans ad avere un ruolo da protagonista in uno show televisivo, portando a casa quattro nomination agli Emmy Awards come attrice e un Emmy da produttrice.

Il guardaroba

La Barbie trans, fa sapere la casa di produzione, consta di un peculiare guardaroba personalmente selezionato da Cox: un abito in tulle rosso scuro, un paio di stivali da vamp e una tuta color argento metallizzato. Completa la mise un vistoso paio di orecchini.

«Era un sogno avere la possibilità di lavorare con Barbie per creare la mia bambola», dichiara Laverne Cox. «Spero che le persone possano guardare questa Barbie e sognare in grande come ho fatto io nella mia carriera» e che «la mia bambola possa incoraggiare le persone a raccontare storie di diversità e a praticare l’accettazione e la tolleranza», ha aggiunto Laverne. «E soprattutto voglio ricordare ai bambini che è importante sentirsi a posto con se stessi. Qualsiasi sfida o impedimento debbano affrontare si ricordino sempre che sono forti, intelligenti, belli e straordinari». Resta solo da capire se proprio là dove non batte il sole, la Barbie trans sia piatta come il Ken o meno.

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteQuando Boris Pahor negava le Foibe: “È tutta una balla, nulla di vero” (Video)
Articolo successivoCosa considerare quando si pianificano le vacanze estive
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

Commenta