Barcellona, arrestata anarchica italiana per tentato omicidio di un poliziotto (Video)


Roma, 2 mar – Esportatori di caos e devastazione. A Barcellona sono stati arrestati 6 anarchici italiani che hanno partecipato sabato scorso alle violente proteste contro l’arresto del rapper Pablo Hasel.



Barcellona, l’anarchica arrestata 

Tra i sei anarchici finiti in manette c’è pure una 35enne di Torino che stando alle ricostruzioni della polizia spagnola avrebbe cosparso con acquaragia un furgone della Guardia Urbana (la Polizia Municipale di Barcellona) prima che venisse lanciata una molotov per dare fuoco al mezzo.

Adesso la 35enne anarchica è accusata di tentato omicidio, poiché un agente era seduto al posto di guida del furgone in preda alle fiamme. “Un incendio doloso contro un veicolo della polizia con un agente all’interno è un fatto molto grave. Il fatto che ci fosse una grande presenza di polizia e un coordinamento operativo tra i corpi ha permesso una risposta rapida”, ha dichiarato il sindaco di Barcellona, Ada Colau.

Due settimane di violenze

Durante la protesta di sabato scorso, nella città catalana diversi manifestanti hanno eretto barricate, incendiato cassonetti e vandalizzato negozi, uffici, alberghi e sportelli bancari. Classico modus operandi di certe frange anarchiche insomma. “Mi cercano in tanti paesi e non ho niente da perdere”. Così, stando a quanto riportato dal quotidiano La Vanguardia, uno dei sei italiani arrestati reagì dopo una rissa con i residenti di Canet de Mar. Dichiarazioni che suonano adesso come un preambolo di quanto accaduto sabato scorso. Da metà febbraio, ovvero da quando sono iniziate le proteste per l’arresto del rapper Hasel, la polizia spagnola ha arrestato 110 persone.

Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Gli sbirri catalani sono noti lercioni e la ragazza voleva pulire la loro auto con l’acquaragia.
    Solidarietà da tutti noi del Movimento Incendiario. LIBERA SUBITO !!!

    • Sugli sbirri catalani condivido, ma sarei andato in piazza prima, direttamente per un re, emerito…infame, piuttosto che indirettamente per un rapper pur bravo che sia (non ho il piacere di saperlo). In piazza poi, quel che succede succede e lo sappiamo benissimo.

Commenta