Barcellona, 22 ago – Dalle indagini degli inquirenti spagnoli è emerso che l’imam 40enne di Ripoll, Abdelbaki El Satty, considerato la mente della cellula jihadista che ha compiuto l’attentato a Barcellona, avrebbe ricevuto un’ordine di espulsione dalla Spagna nel 2014, subito dopo aver scontato la pena per traffico di droga. L’imam avrebbe però ricorso e vinto in appello, come riferito da El Mundo, restando così a piede libero nel Paese.

Dai media spagnoli si apprende inoltre che i terroristi che hanno colpito Barcellona preparavano un attacco ancora più devastante. A confermarlo è stato proprio uno degli arrestati, Mohammed Houli Chemlal, il 21enne marocchino rimasto ferito nell’esplosione di una casa ad Alcanar. Il jihadista ha dichiarato oggi in tribunale quanto già rivelato alla polizia catalana riguardo al progetto di colpire la città spagnola in modo ancora più pesante. Giunto in aula insieme agli altri tre arrestati per l’attentato della scorsa settimana, Chemlal è stato il primo ad essere interrogato. Rispondendo alle domande dei giudici ha specificato che il gruppo terroristico stava realizzando dell’esplosivo a base di perossido di acetone (Tatp), noto anche come ‘madre di Satana’. Si tratta di una micidiale bomba ‘fai da te’ utilizzata dall’Isis anche per altri attentati. Di inquietante infatti, come abbiamo spiegato in un precedente pezzo su questo giornale, questo esplosivo non ha soltanto il nome ed è una sorta di firma dei terroristi appartenenti al sedicente califfato.

E’ stata proprio l’esplosione che ha distrutto la casa di Alcanar a far ripiegare i jihadisti sul piano B, ovvero l’attacco con il furgone rivelatosi comunque terrificante. In seguito all’interrogatorio la procura ha chiesto la conferma dell’arresto di Chemlal. Il giudice si pronuncerà, verosimilmente confermando anche in questi casi la detenzione, dopo aver ascoltato anche gli altri tre marocchini arrestati: Driss Oukabir, Salh el Karib e Mohammed Allaa.

Eugenio Palazzini

 

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