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“Basta deportare gli immigrati”. Così parlava l’italiana accoltellata in Finlandia

by Davide Romano
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Turku, 21 ago – Lisa Biancucci, l’italiana ferita nell’attentato di Turku in Finlandia, è un’attivista pro immigrati. Sul suo profilo Facebook (dove ha scelto di chiamarsi “Drosera Rotundifolia”) è tutto un pullulare di condivisioni e partecipazioni a eventi come “stop alla deportazione dei richiedenti asilo” e “dialogo senza confini, venite e incontriamoci”. Eventi e post creati da altri attivisti “per i diritti umani” come Mohammed Hisham Abdulgafor.

Un destino beffardo quello della ricercatrice italiana, tutt’ora in terapia intensiva dopo che un richiedente asilo marocchino di appena 18 anni a cui era stato negato l’asilo, proprio una vittima delle “deportazioni” da lei denunciate, l’ha accoltellata alla spalla. A cadere sotto i colpi del giovane “migrante” e aspirante rifugiato arrivato in Finlandia nel 2016 sono state soprattutto donne, visto che su dieci persone colpite otto erano di sesso femminile, comprese le due rimaste uccise.

Gli attimi di terrore vissuti dalla ricercatrice italiana però, aggredita mentre era con la sua bimba di appena sei mesi in carrozzina, non sono stati sufficienti a distoglierla dal suo sogno cosmopolita e buonista. “L’attentatore non va stigmatizzato”, sono state le dichiarazioni che lo zio, su indicazione della Biancucci, ha rilasciato ai media. Adesso la ricercatrice italiana, originaria di Bibbiena in provincia di Arezzo, dovrà rimanere in terapia intensiva, dopo aver subito un intervento chirurgico, almeno altri 2-3 giorni. Lisa Biancucci vive in Finlandia da due anni e mezzo, dopo essersi laureata in Scienze dell’Educazione ed essersi specializzata in Antropologia Culturale ed Etnologia.

Il marito, ricercatore brasiliano di zoologia, lo ha conosciuto durante un progetto di studio in Lituania. L’anno scorso proprio a Turku aveva preparato ad un simposio. Nella scheda di presentazione aveva scritto di essere molto interessata a studiare “il modo nel quale l’educazione formale della scuola (o altre istituzioni educative) modifica lo sviluppo psicologico e sociale dei giovani individui, in particolare confrontando le diverse culture“. L’ultimo confronto con una diversa “cultura” avuto due giorni fa poteva costarle la vita (e della sua bimba appena nata).

Davide Romano

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2 comments

Henry 21 Agosto 2017 - 3:59

Sono veramente dispiaciuto per lei…..Quando l ha visto doveva abbracciarlo e parlargli dell incontro di Culture diverse !!!

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ANTERO 22 Agosto 2017 - 9:55

questa straparla a vanvera …

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