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Roma, 29 gen – Pernottare a Berlino spendendo poco? Le soluzioni non mancano, ma una delle più low cost è senza dubbio quella del City Hostel, un ostello centrale, pulito e “a poca distanza a piedi dalle principali attrazioni della città”. A giudicare dalle recensioni online è una sistemazione particolarmente gradita dai viaggiatori, soprattutto da coloro che intendono visitare la capitale tedesca senza prosciugare il portafoglio (si può dormire con appena 17 euro a notte). Apprezzabile dunque, peccato che un tribunale amministrativo della Germania ne abbia decretato la chiusura perché l’ostello finanzierebbe il governo della Corea del Nord.

L’ostello di Kim 

Ma come è possibile? Semplice, appartiene proprio al governo di Kim Jong-un. Dunque nonostante l’apprezzamento dei turisti e un certo imbarazzo da parte delle autorità tedesche, l’edificio di 5 piani in cemento (in stile tipicamente “sovietico”), che occupa una superficie di circa 6mila metri quadri, non sarà più a disposizione dei turisti. La società che gestisce l’hotel, ufficialmente di proprietà dell’ambasciata nordcoreana, aveva provato un ricorso contro il tentativo delle autorità tedesche di porre fine a questa attività ricettiva. Ma non c’è stato nulla da fare, anche a causa della sanzioni internazionali contro Pyongyang, la decisione del giudice è stata sfavorevole all’ostello.

D’altronde anche l’ultima risoluzione delle Nazioni Uniti in materia di sanzioni contro il regime nordcoreano parla chiaro: le strutture di rappresentanza della Corea del Nord all’estero possono svolgere soltanto attività diplomatiche. “Qualunque attività commerciale è bandita”, ha specificato il ministero degli Esteri tedesco. Addio quindi all’ostello a basso costo per i viaggiatori? Per adesso sì, ma la società che gestisce il City Hostel potrà fare ricorso contro la decisione del tribunale di Berlino. E tutto potrebbe nuovamente cambiare.

Eugenio Palazzini

2 Commenti

  1. Libera concorrenza con autorizzazioni?! Lo schema non è nuovo alla faccia di certi insegnamenti bocconiani…, spesso pure boccaloni. Specie ai tempi di Monti.

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